I pro e i contro della nuova Riforma del Terzo Settore

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(Fonte foto: www.giurdanella.it)

Giorni fa la Camera ha approvato, dopo numerose consultazioni nei mesi scorsi, il disegno di legge per la Riforma del “Terzo Settore” sull’impresa sociale e sulla disciplina del Servizio civile universalistico. Il provvedimento ora transita al Senato delegando in seguito al Governo a istituire un coordinamento normativo caratteristico degli enti non profit e un Codice del Terzo Settore. La decisione di puntare sulla forma dell’impresa sociale risponde da un lato alla necessità di adattarsi alla legislazione europea e dell’altra nel favorire “economicamente” un settore costantemente in sviluppo.

I lati positivi sono presenti, come il riconoscimento del 5 x 1000, la creazione di un servizio civile universale; inoltre, nel lato fiscale, i principi e i criteri direttivi previsti nella legge delega sono finalizzati a introdurre un regime di tassazione che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dell’ente. Apprezzabile anche il ripasso del sistema di registrazione degli enti, attraverso la messa a punto di un registro unico del Terzo Settore che sarà istituito dal Ministero del Lavoro.

Le parole di soddisfazione del Sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba sono cariche di speranze: “Si tratta di una riforma importante e attesa che è stata annoverata tra le grandi riforme che trasformeranno il Paese e contribuiranno a offrire nuove opportunità. Se non vi saranno intralci l’iter parlamentare potrebbe terminare prima dell’estate per poi passare, finalmente, alla stesura dei decreti delegati”.

Anche il Ministro Poletti parla di un passaggio importante che punta a offrire una certezza di regole e trasparenza alle attività. Ma ovviamente come tutte le riforme, dietro alle onde positive delle attese si celano alcune questioni aperte.

La Riforma, così com’è, ha sollevato molti dubbi soprattutto per quanto riguarda l’articolo 6, sull’impresa sociale, sottolineando il rischio di aprire le porte alla privatizzazione del welfare e snaturando il ruolo originario dell’impresa stessa. L’iter è ancora lungo, ma il Forum Nazionale del Terzo Settore mostra una speranzosa soddisfazione per l’approvazione del ddl delega sul Terzo Settore, auspicando che il successivo esame del testo al Senato possa apportare alcune migliori legate ad aspetti gestionali e organizzativi, specialmente di natura civilistica e fiscale. La Riforma sembra dunque un buon punto di partenza ma non certo un punto d’arrivo.

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