Grillo contro Laura Boldrini: è di nuovo scontro

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Da qualche giorno ormai l’Aula di Montecitorio è diventata -senza mezzi termini- un vero e proprio ring, ovviamente con il classico “stile” che caratterizza noi italiani. Risse, insulti e spintoni sono i protagonisti del dibattito politico che ha coinvolto i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e l’onorevole Laura Boldrini, presidente della Camera, colei che qualche giorno fa ha approvato il decreto Imu-Bankitalia(n. 16). È proprio contro questa manovra che i grillini si sono battuti in questi giorni, facendo ostruzionismo nei confronti di un decreto che racchiudeva due provvedimenti estremamente importanti ma allo stesso tempo profondamente differenti.

La bagarre è scoppiata in seguito alla decisione di Boldrini di convertire in legge il decreto  Imu-Bankitalia utilizzando la “ghigliottina”- modalità che secondo alcuni esponenti del M5S non sarebbe regolamentata-  con il quale è stata salvata la sopracitata proposta di legge  che rischiava di decadere,  a causa dell’ostruzionismo del M5S. Gli insulti pesanti e volgari nei confronti di Laura Boldrini non si fanno attendere. Sul blog di Grillo viene pubblicato un video di un attivista che finge di trovarsi in macchina con la presidentessa della Camera.

m5s boldrini

E fin qui niente di male! Ma alla domanda di Grillo :”cosa faresti in macchina con Laura?”- rilanciata anche sulla pagina del M5S- si scatenano gli insulti peggiori, volgari e di carattere sessista. Tra i commenti, una buona parte inneggia alla prostituzione e allo stupro, altri suggeriscono di picchiarla. Prontamente arrivano le repliche dello staff del M5S che, cancellati i commenti e prese le distanze dalle risposte arrivate sul post di Grillo, si giustifica dicendo :”[…] I messaggi sono stati scritti nella notte quando non era possibile operare alcun controllo: i messaggi sono stati cancellati. Chi ha scritto le minacce può essere querelato tranquillamente. La rete è libera e deve rimanere libera ma ognuno si assume le proprie responsabilità.”. Ma l’attacco sui social è solo il secondo atto di una “campagna denigratoria” contro la Boldrini, ravvivatasi in seguito all’applicazione della ghigliottina.

Laura Boldrini si difende da queste offese e domenica scorsa, in collegamento telefonico con l’ Arena di Rai Uno, giudica il comportamento del M5S: “un attacco eversivo contro le istituzioni che deve essere respinto da tutte le forze democratiche”. Il M5S non sa utilizzare gli strumenti democratici, messi a disposizione dell’opposizione dalla Costituzione. Devono imparare”. In studio vi è anche la deputata del M5S Loredana Lupo, vittima di un’aggressione in Aula da parte del questore Stefano Dambruoso, la quale chiede scusa a nome di tutto il movimento 5Stelle sottolineando però il comportamento del Pd e di Boldrini dai quali non ha ricevuto alcuna solidarietà per l ‘aggressione avvenuta in Aula. In tarda serata nella trasmissione “Che tempo che fa” la presidentessa della camera afferma:” “Il video postato sul blog di Grillo era istigazione alla violenza, basta vedere i commenti, tutti a sfondo sessista. Vuol dire che chi partecipa al quel blog non vuole il confronto ma offendere e umiliare. Sono potenziali stupratori“. 

Dura la replica di di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera: “Boldrini non ci rappresenta più. Ha definito M5S eversivo, non è più super partes ma è in campo“. A rincarare la dose il tweet di Messora, noto blogger e per altro responsabile della comunicazione del m5s:

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Il commento è stato cancellato da Messora stesso che, in un altro tweet ,si scusa per i toni usati.

I fatti che si sono succeduti in questi giorni sono riprovevoli e lontani anni luce da quello che dovrebbe essere uno stato democratico e civile. L’opposizione del M5S alla legge Imu-bankitalia è legittima e pochi erano a conoscenza del fatto che essa prevedesse l’abolizione della rata 2013 dell’Imu e allo stesso tempo la  “donazione” di 7,5 miliardi di euro alle banche private. Ma il monito sembrava essere:” O tutto o niente!”. L’obiettivo dei grillini era di chiedere la separazione dei due decreti! Ma in seguito  alla decisione (contestabile) del presidente della Camera Boldrini di applicare questa ghigliottina, gli animi dei 5Stelle si sono incendiati ulteriormente, giungendo alle dichiarazioni di pochi giorni fa. Insulti pesanti, commenti che suggeriscono lo stupro di gruppo o qualsiasi forma di violenza non sono in alcun modo forme di dialogo o di dibattito. Sia nella vita civile che in politica. Si assiste ancora una volta alla messa in ombra del dibattito politico vero e proprio, quel tipo di “scontro” in cui le forze politiche dovrebbero dialogare anziché esercitare la violenza.

Eleonora Zerbetto