GECT: il Veneto e l'Europa "locale"

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1865375100 (1)Verso la fine del 2012 il Veneto, assieme a Friuli Venezia Giulia e Carinzia (cantone meridionale dell’Austria), ha dato vita al GECT – “Euregio Senza Confini”, ente macro regionale europeo che ha visto di recente l’ingresso della regione croata dell’Istria.
Il GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) è uno strumento creato dall’Unione Europea nel 2006 per stimolare la cooperazione tra territori regionali e locali di Stati europei diversi, consentendo la formazione di un progetto e di una strategia di crescita collettiva attorno a determinati aspetti economici e sociali, grazie allo sfruttamento delle economie di scala che derivano dalla condivisione di risorse comuni e dei fondi che l’Unione Europea eroga per questi macro-enti europei.
Nell’ultima assemblea, tenutasi circa un mese fa a Parenzo/Poreč (Croazia), i quattro presidenti (Luca Zaia: Veneto, Debora Serracchiani: Friuli Venezia Giulia, Peter Kaiser: Carinzia, Valter Flego: Istria) oltre a formalizzare l’ingresso dell’Istria, hanno messo a fuoco i punti salienti su cui verteranno le azioni di Euregio, vale a dire la valorizzazione di risorse energetiche e ambientali, trasporti, cultura, istruzione, sport oltre a sanità, protezione civile, ricerca e innovazione tecnologica, turismo, agricoltura, formazione professionale e infrastrutture.
Il governatore del Veneto Zaia, concordemente con gli altri promotori, si è detto molto soddisfatto, auspicando ad un ulteriore ampliamento di Euregio anche all’intera Slovenia e ad altri territori, al fine di mettere maggiore pressione a Bruxelles per la risoluzione di problematiche comuni ai singoli enti regionali.
L’attività di cooperazione posta in essere da istituzioni ed imprese europee si trova oggi di fronte a sfide molto impegnative, quali la globalizzazione, che rischia di cancellare tradizioni e contesti storici, economico-sociali, ambientali e paesaggistici di territori appartenenti a Stati europei differenti.
Cartina Euregio
Il mercato concorrenziale, la moneta unica, la libertà di scambio commerciale all’interno dell’Unione e l’abbattimento delle barriere che ostacolavano la libera circolazione di capitali e risorse finanziarie hanno portato ad un progressivo affermarsi della libera circolazione di lavoratori, merci, servizi e capitali, comportando l’attivazione e l’integrazione di strategie economiche, sociali e politiche anche a livello sub-nazionale. L’Euroregione, intesa come forma di cooperazione stabile e rafforzata tra territori appartenenti a Stati nazionali diversi, fornisce una soluzione concreta all’esigenza di coordinare l’azione di governo e legislativa, di promuovere uno sviluppo economico e sociale congiunto tra aree vicine, di sviluppare e realizzare  progetti comuni a favore delle comunità.
Nonostante i benefici che si potrebbero creare con la piena e decisa attuazione del progetto, Euregio Senza Confini non sembra riscuotere grandissimo successo e visibilità, tanto da passare in secondo piano nell’informazione locale e nazionale. Nonostante la vita relativamente breve di questo organismo, è opportuno porsi delle domande sul perché di questo scarso interesse, frutto dell’inadeguata attenzione dimostrata dei media, o dell’insufficiente determinazione da parte dei promotori, probabilmente sanabile se fossero concessi strumenti più incisivi sotto il profilo legislativo, in modo da dare maggiore autonomia e responsabilità all’azione di Euregio e allargare quindi l’ambito delle sue competenze.
Maverik Allegro