Galan resta ai domiciliari: respinto il ricorso dell’ex governatore

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(Fonte foto: www.ansa.it)

Rigettata la richiesta del parlamentare di annullare il patteggiamento con il quale lo stesso Galan aveva ottenuto, ormai dodici mesi fa, la concessione dei domiciliari in seguito al coinvolgimento nello scandalo di corruzione legato al maxi progetto del Mose.

La condanna a due anni e dieci mesi di reclusione diventa così di fatto definitiva, così come il sequestro di 2 milioni e 600 mila euro accordato nel momento della scarcerazione dal carcere di Opera. A questo punto, matura per l’ex forzista la concreta possibilità di decadere dall’incarico di parlamentare, in completa antitesi con quanto annunciato dallo stesso imputato appena qualche settimana fa, auspicando un rapido ritorno al suo ruolo istituzionale, non appena fosse scaduto il termine per la carcerazione preventiva previsto per il 15 luglio. La corte di Cassazione veneta mette dunque fine alla situazione di stallo nella quale si ritrovava il caso, terminando anche l’impasse imbarazzante e paradossale di un deputato, presidente di una commissione parlamentare, assente dall’attività politica essendo in arresto.

Con più di un anno e mezzo di pena ancora da scontare le sorti di Giancarlo Galan spettano ora al Tribunale di Sorveglianza, che potrebbe considerare l’affidamento ai servizi sociali, anche in base alle probabili richieste che i legali avanzeranno dopo la sentenza.

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