Fusione, sì della Commissione regionale. Scapin: “Rischio commissariamento? Una bufala”

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este ospedalettoDopo il giudizio di meritevolezza positivo dato dalla Prima Commissione regionale al referendum per la fusione tra i Comuni di Este e Ospedaletto Euganeo, arrivano le prime reazioni della classe politica locale.

Secondo Giacomo Scapin, consigliere d’opposizione di Ospedaletto Euganeo e tra i principali sostenitori del ‘no‘ alla fusione, l’approvazione è arrivata ‘per sfinimento‘: «Dopo tre sedute, era quasi doveroso che la Commissione liberasse la pratica». Ora la palla passerà prima alla Conferenza Permanente Regione-Autonomie Locali, poi al Consiglio Regionale e infine alla Giunta. «Ancora non sappiamo quando si riunirà la CAL. Il Consiglio Regionale, inoltre, ha molto lavoro da fare, essendo alle prese con il bilancio, quindi è quasi impossibile che l’iter sia concluso prima della fine dell’anno. Rischio commissariamento? Solo se il referendum ha esito positivo. È una bufala, uno spauracchio che viene utilizzato da qualcuno per indire la votazione a tutti i costi prima del tempo».

Parzialmente sollevato il consigliere atestino Carlo Zaramella che nei giorni scorsi, insieme agli altri esponenti delle minoranze di Este (Gobbo e Fornasiero per il Pdl, Zovi per la Lista Tosi e Ravazzolo per la Lega Nord) aveva chiesto ufficialmente la sospensione dell’iter referendario per evitare un possibile commissariamento dei due enti, visti i tempi decisamente stretti. «L’importante è mettere i cittadini nella condizione di votare senza dover esporre Este‬ al rischio di subire un commissariamento lungo. Seguo la questione oramai di ora in ora e decisivi saranno i giorni che ci separano da qui a fine anno per capire come andranno le cose».

L’esponente tosiano rimprovera poi Scapin: «Un politico di lungo corso, che si candida a sindaco di una comunità, non può non sapere che se il referendum si dovesse tenere con esito positivo dopo la convocazione dei comizi elettorali, il commissariamento sarebbe inevitabile: questa non è un’opinione ma la norma vigenteRinnovo l’invito alla calma e a non strumentalizzare le posizioni assunte da altri ma a lavorare con impegno per spiegare onestamente gli aspetti positivi e i risvolti della proposta di fusione. È bene tenere a mente che in questa fase chi ha un ruolo politico e pubblico ha il dovere della verità e dell’oggettività, perché può contribuire a un risultato che si ripercuoterà sul futuro dei due Comuni».

Chi è ovviamente soddisfatto della decisione di Palazzo Ferro-Fini è Giancarlo Piva, il sindaco di Este, nonché promotore della proposta di fusione. «Lavorerò ancora con maggiore intensità affinché i tempi del Consiglio Regionale permettano ai cittadini di esprimersi. Credo non sia ammissibile che le ambizioni di qualche politico locale facciano venire meno 18 milioni di euro per i cittadini». Il riferimento è all’emendamento inserito dal Governo nell’ultima legge finanziaria, con cui verrebbero raddoppiati i trasferimenti che lo Stato destinerebbe ai nuovi Comuni nati da un processo di fusione: nel caso di Este, 1,8 milioni di euro l’anno per dieci anni.

«Sono risorse per lo sviluppo, per le imprese, per le famiglie più deboli. Mi interessa questo, non che Scapin possa fare il candidato sindaco o meno. Dobbiamo ragionare sul concreto, chi è contro la fusione non ha presentato un vero progetto alternativo: l’unica alternativa è restare come siamo e diventare sempre più poveri. È ciò che vuole chi dice ‘no’ alla fusione. Io non sono tra questi». Piva non sembra particolarmente preoccupato dall’ipotesi commissariamento: «Per 18 milioni di euro di risorse accetto volentieri un anno di commissario».

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