Fusione, Baone non vota la convenzione ma apre al coinvolgimento di altri Comuni

Il Consiglio comunale prima boccia la proposta avanzata da Este, poi vota all'unanimità la possibilità di coinvolgere i Comuni limitrofi in un percorso «che garantisca uguale protagonismo e pari dignità»

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BAONE. Martedì sera il Consiglio comunale baonense ha deciso, all’unanimità, di non votare la proposta di convenzione del Comune di Este per la realizzazione dello studio di fattibilità finalizzato alla fusione tra i due enti, approvata lo scorso 26 maggio dal Consiglio atestino. Viene così a mancare la possibilità di accedere a un contributo regionale che avrebbe coperto l’80% delle spese da sostenere per lo studio, che verrebbe realizzato da un soggetto terzo. Già nei giorni scorsi il primo cittadino di Baone Luciano Zampieri aveva avanzato perplessità sulla scadenza troppo ravvicinata del bando, fissata per mercoledì 31 maggio.

Nel corso della seduta, in compenso, il Consiglio di Baone ha approvato – sempre all’unanimità – una mozione che impegna sindaco e Giunta ad avviare un percorso di coinvolgimento dei Comuni dell’Unione dei Colli Euganei (Arquà Petrarca e Cinto Euganeo) e di altri Comuni contermini (tra i quali è quindi compresa anche Este) e successivamente a costituire una commissione paritetica con gli enti interessati a partecipare a un percorso di fusione «che garantisca uguale protagonismo e pari dignità».

Parzialmente soddisfatti il sindaco di Este Roberta Gallana e il vicesindaco Aurelio Puato, residente a Baone e promotore della proposta di fusione: «Finalmente siamo riusciti a far prendere una posizione all’Amministrazione comunale di Baone che finora era stata reticente» dice Puato. «Personalmente ricordo nel 2012 la bocciatura del Consiglio comunale di Baone ad analoga richiesta pervenuta dal Comune di Este». «Peccato per la convenzione, mi dispiace che abbiano buttato al vento un contributo regionale di 12 mila euro per lo studio di fattibilità» rimpiange Gallana. «Siamo tuttavia soddisfatti del lavoro svolto. E adesso avanti con l’ascolto dei cittadini, anche tramite un sondaggio ben strutturato e la commissione paritetica per un confronto tra le istituzioni».

Di tutt’altro parere Carlo Zaramella, alfiere della lista di minoranza “Este Sicura“: «La decisione del Consiglio di Baone e l’atteggiamento delle minoranze che hanno stigmatizzato il comportamento di Este, rende evidente una cosa, qualora ve ne fosse stato bisogno: non si era ancora visto un Comune approvare una convenzione senza l’accordo del suo partner, anzi scavalcandolo attraverso le sue opposizioni. La domanda è: riusciremo mai ad affrontare il tema fusione con competenza e serietà? Un’altra occasione persa».

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