Farinazzo: «Mi piacerebbe fusione dell’intero Montagnanese»

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(Il sindaco di Casale di Scodosia Stefano Farinazzo, 45 anni)

La fusione con i Comuni di Merlara e Urbana, il caso piscine, la 68^ edizione del Carnevale del Veneto appena passata e la 2^ del Festival delle Basse in arrivo. Casale di Scodosia, paesino di poco meno di cinquemila anime, cuore dello storico distretto del mobile della Sculdascia, ultimamente non perde occasione per farsi notare. Il sindaco è Stefano Farinazzo, 45 anni, leader della lista civica multicolor “CasaleSì“. «Consiglieri e assessori simpatizzano per Lega Nord, Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra, Partito Democratico. La minoranza, di area forzista, ci prende in giro e dice che siamo come un’anguria. E infatti non c’è spazio per l’azzurro» scherza il primo cittadino, eletto nel 2014, una tessera da sostenitore del Carroccio nel taschino. «Ma a livello locale si lavora tutti insieme per il territorio», chiarisce.

Mettere da parte le divisioni partitiche ha aiutato anche nei rapporti con Claudia Corradin e Marco Balbo, primi cittadini di Merlara e Urbana, l’una di centrosinistra e l’altro più moderato. I tre Comuni hanno avviato un percorso che potrebbe portare alla fusione, dando vita a una cittadina da quasi 10.000 abitanti. Com’è nato il progetto? «La legge ci obbliga ad associarci per gestire tante funzioni fondamentali, i tagli dal Governo non ci danno più la possibilità di assumere personale. È una fusione per soffocamento. Di comune accordo abbiamo quindi deciso di partecipare al bando regionale per lo studio di fattibilità, con l’intenzione di sottoporre la questione ai cittadini».

Sono tre gli incontri pubblici organizzati finora, uno per ciascun paese, oltre a uno rivolto esclusivamente alle associazioni del territorio. «La partecipazione è stata buona e i cittadini presenti erano tutto sommato favorevoli. Abbiamo distribuito casa per casa dei talloncini, che verranno riconsegnati, in modo da raccogliere idee e capire ciò che non va. Ora raccoglieremo i risultati e decideremo il passo successivo». L’iter, qualora ci fosse la volontà di realizzare il progetto, giungerebbe al termine con un referendum popolare entro il 2017. E il nome del nuovo Comune, quale potrebbe essere? «Non ci abbiamo ancora pensato, volutamente. Dev’essere una scelta che arriva “dal basso“».

La fusione avrebbe ripercussioni sul piano identitario («Ciascuna delle tre parti non perderà la propria identità» rassicura Farinazzo), economico («In dieci anni arriveranno 10 milioni di trasferimenti statali») e politico («Non riusciamo ad avere “peso”, soffriamo la mancanza di un consigliere regionale. Ci vorrebbe un patto politico comune tra tutta la Bassa Padovana»). Casale-Merlara-Urbana primo passo verso la fusione dell’intero Montagnanese? «Mi piacerebbe avere un Comune unico da 30.000 abitanti. Molti amministratori della zona sono venuti all’incontro, si stanno informando. C’è il rischio che a breve le fusioni vengano imposte dallo Stato, dunque meglio decidere con chi sposarsi prima che lo decida qualcun altro». La Bassa a livello economico sta vivendo un periodo nero, servono idee per ripartire. «Il distretto del mobile di Casale di Scodosia è completamente bloccato. Sulla crisi del settore hanno pesato anche il crollo del prezzo del petrolio e le sanzioni alla Russia. Ci sono decine di capannoni sfitti e un livello della disoccupazione, quello della Bassa Padovana, addirittura doppio rispetto a quello veneto. Bisognerebbe riconvertire, ma è dura».

Diventare un territorio a vocazione turistica potrebbe essere la chiave: dal 3 al 5 giugno la splendida Villa Correr di Casale ospita la seconda edizione del Festival delle Basse, la manifestazione culturale itinerante nata da un’idea del sindaco di Urbana Marco Balbo, a cui ora collaborano ben 20 Comuni. Massimo riserbo sui nomi che arriveranno in Sculdascia (l’anno scorso, tra gli altri, Francesco Guccini e Vinicio Capossela). «La prima edizione è stata un successo, ora tocca a noi e il confronto ci spaventa» ammette Farinazzo, che ha concluso da poco più di un mese l’ultima fatica, l’organizzazione del Carnevale del Veneto. «Per fortuna ha piovuto solo durante l’ultima delle tre domeniche. L’affluenza del pubblico è stata buona, mentre dal punto di visto economico ci siamo arrangiati, decidendo di puntare di più sui carri allegorici. E il 2 luglio faremo anche il Carnevale estivo» rilancia.

Casale è finita al centro delle cronache anche per il caso piscine, chiuse da due mesi e mezzo a causa del mancato accordo con lo storico gestore dell’impianto natatorio. «La convenzione era scaduta e non abbiamo trovato i termini per la proroga in attesa del bando, le richieste del gestore erano troppo esose» spiega il sindaco. «Ora stiamo valutando a chi affidare la gestione tra coloro che hanno presentato l’avviso di interesse». Una battuta, infine, sul buco da 30 milioni scoperto nei conti del Bacino Padova Tre, la controllata del Consorzio Padova Sud che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per la Bassa Padovana. Molti gli amministratori locali coinvolti, nessuno di questi da Casale. «È una vicenda complicata. La responsabilità non è certo di Nicola Ferro e Tiberio Businaro (presidente e consigliere del Bacino dal luglio 2015, rispettivamente assessore di Merlara e sindaco di Carceri; hanno comunicato la scoperta del buco in conferenza stampa, ndr), che stanno passando per capri espiatori della situazione. Mi dispiace per loro, li ringrazio per quanto stanno facendo. Come sindaci abbiamo chiesto una riunione del Consorzio che accerti a pieno le responsabilità».

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