Este, un anno dopo la tromba d’aria. Stoppa: «Bloccati dal Patto di Stabilità»

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(I danni della tromba d'aria del 13 ottobre 2014 al tetto della scuola Giovanni Paolo II)
(I danni della tromba d’aria del 13 ottobre 2014 al tetto della scuola Giovanni Paolo II)

È passato esattamente un anno dalla tromba d’aria che nel pomeriggio del 13 ottobre 2014 devastò la zona meridionale dei Colli Euganei e parte della Bassa Padovana: tra le zone più colpite Baone, Arquà Petrarca, Monselice e soprattutto Este, vero epicentro del fenomeno atmosferico. Gli atestini si rimboccarono immediatamente le maniche per riportare la situazione alla normalità, ma tanti, troppi erano gli edifici pesantemente danneggiati, per i quali non bastarono scope e carriole. A distanza di 365 giorni, l’assessore ai lavori pubblici Stefano Agujari Stoppa tira le somme degli interventi completati e di quelli ancora da portare a termine.

«La nostra priorità era la sistemazione della scuola dell’infanzia Giovanni Paolo II, operazione completata solo lo scorso agosto a causa della lunga progettazione e delle risorse importanti necessarie. L’obiettivo era far rientrare i bambini a scuola a settembre, e ci siamo riusciti» esulta il vicesindaco, leader delle Civiche d’Este. Altro istituto scolastico pesantemente danneggiato dal fortunale era la scuola media Zanchi. «Qui non si è intervenuto, purtroppo questa struttura non è di proprietà del Comune ma della Provincia». E infatti la struttura è inagibile da un anno: condizione che ha fatto accelerare il processo di accorpamento delle scuole medie atestine nel polo unico della Carducci, in pieno centro. Quale futuro per la Zanchi? La riqualificazione o la demolizione? «È un tema che dovrà essere affrontato dalla prossima amministrazione, che dovrà trovare un punto di incontro con la proprietà provinciale».

Altra nota dolente è la situazione del Paleste, il gioiellino sportivo di Via Baden Powell. «Siamo nella fase di definizione del contratto con chi ha vinto la gara d’appalto. Purtroppo su questa sistemazione, come sulle altre, siamo condizionati dal Patto di Stabilità: non essendoci stato riconosciuto lo stato di calamità naturale, tutti gli interventi effettuati sono passati come interventiordinari” e non come interventi “fuori Patto”. Alcune situazioni, come il Paleste, sono ferme perché abbiamo esaurito la capacità di spesa per l’anno 2015, e dunque altre spese saranno traghettate nel 2016. L’assicurazione, poi, c’ha dato solo un anticipo, non siamo ancora arrivati alla definizione del saldo. Quindi è questione di risorse, non di volontà» spiega amaro Stoppa. «Il palazzetto è comunque agibile per fare attività motoria, se si esclude la parte transennata sottostante al punto in cui ha ceduto il tetto».

Negli ultimi giorni, nell’opinione pubblica atestina, è emersa la preoccupazione per le sorti dello “scheletro” in legno della tensostruttura di Via Monte Cero, la cui copertura fu letteralmente sventrata dalle raffiche di vento dell’ottobre scorso.  «Anche la tensostruttura è inserita nella richiesta assicurativa. Per il momento siamo distanti dalla fase progettuale. Preoccupato per il legno? No, sotto questo aspetto i tecnici ci hanno rassicurato. Ma è chiaro che non possiamo lasciare la struttura così, alle intemperie, per molto tempo». Sono in fase di assegnazione, invece, i lavori che riguardano la sistemazione della pubblica illuminazione danneggiata dall’evento climatico. «Tanti piccoli interventi, per un totale di 90mila euro». Entro dicembre saranno poi sistemate le vetrate della piscina comunale, la cui struttura è di proprietà del Comune ma in concessione a un privato, che si è mosso autonomamente con la propria assicurazione per riparare i danni.

(La tensostruttura di Via Monte Cero, così com'è oggi)
(La tensostruttura di Via Monte Cero, così com’è oggi)

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