Este, Paola Goisis si ricandida a sindaco. Zaramella: «Ennesima figuraccia»

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(Paola Goisis, foto di repertorio. Fonte: www.lindipendenzanuova.com)
(Paola Goisis, foto di repertorio. Fonte: www.lindipendenzanuova.com)

Congelata la fusione con Ospedaletto Euganeo, le forze politiche di Este si concentrano sulla campagna elettorale in vista del voto primaverile. A uscire allo scoperto è stata Paola Goisis, 69 anni, ex professoressa di lettere e storia, un passato come deputata nelle file della Lega Nord nella XV e nella XVI legislatura. La Goisis, espulsa dal Carroccio nell’aprile 2013, ha dato vita insieme ad altri bossiani a “Prima il Veneto“, formazione politica con quale si era candidata alle elezioni amministrative di Padova del 2014. La commissione elettorale aveva escluso la lista venetista per motivi burocratici, con la pasionaria che si era dovuta dimettere dal Consiglio Comunale atestino dopo 17 anni di ininterrotta attività: oltre al danno, la beffa.

L’ex onorevole si ricandida per la quarta volta alla poltrona di sindaco. Due le occasioni in cui sfiorò l’obiettivo, perdendo al ballottaggio: nel 1997 contro Vanni Mengotto e nel 2011 contro Giancarlo Piva. Fu inoltre assessore alla Sicurezza durante la seconda giunta Mengotto. La Goisis ha rivelato che si presenterà alla tornata elettorale con almeno due liste, una delle quali composta esclusivamente da donne. La nuova discesa in campo dell’ex parlamentare fa il paio con quella di Stefano Agujari Stoppa, vicesindaco e leader delle Civiche d’Este, che fino a oggi era l’unico ad essersi candidato ufficialmente.

La notizia è giunta anche a Carlo Zaramella, consigliere comunale con la Lista Tosi ed ex compagno di banco della Goisis ai tempi della Lega. Che non lesina critiche: «La signora ha dichiarato solennemente che una lista sarà composta di sole donne, “perché in politica serve l’intuito femminile”. Goisis come donna avrà sicuramente intuito, però ha collezionato l’ennesima “figuraccia“» sottolinea l’esponente tosiano. «Dimostra di non avere appreso per nulla la dura lezione ricevuta in occasione delle elezioni comunali di Padova, dove ha generato una ilarità generale dopo non essere stata in grado di presentare uno straccio di lista. La normativa impedisce di fare una lista composta di sole donne o solo uomini, quindi per l’ennesima volta dimostra di avere idee molto confuse. Chi si candida a sindaco, soprattutto se al quarto tentativo, dovrebbe dimostrare almeno di sapere almeno le leggi di base».

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