Este, intervista al vicesindaco Stoppa: “Vi presento Este in fiore 2015”

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(Este in fiore 2014. Foto di redazione)

Buongiorno vicesindaco Stoppa. Siamo giunti all’edizione numero 14 di “Este in fiore”: come si spiega il successo che la manifestazione ha riscosso in tutti questi anni?

Innanzitutto essa ha come protagonista l’elemento più caratteristico e amato della primavera: il fiore. A differenza di altre rassegne vivaistiche, però, la nostra offre sempre anche un importante contenuto culturale. Il castello, poi, è una cornice suggestiva che, unita alla qualità e al numero degli espositori (quest’anno 100 all’interno delle mura, più altri 65 presenti domenica prossima lungo le vie del centro storico, ndr), riesce ad attrarre una forte attenzione da parte del pubblico.

Come è stata finanziata “Este in fiore” 2015?

La spesa affrontata è pari a 90mila euro. Circa 27mila euro li abbiamo ottenuti dagli sponsor privati, il resto lo ricaveremo dall’imposta pagata dagli espositori e dal biglietto d’ingresso ai giardini del castello. L’obiettivo è evitare di gravare sulle casse comunali: la scorsa edizione il bilancio si è chiuso con un attivo di 2mila euro.

Il tema di quest’anno è l’acqua.

Abbiamo scelto di puntare su un elemento fondamentale non solo per la cura del giardino, ma anche per la vita in generale. E’ necessario acquisire maggiore consapevolezza nell’uso quotidiano che facciamo di questo bene: gli sprechi vanno limitati, sia perché si tratta di una risorsa non infinita, sia perché ci sono persone, nel mondo, che ogni giorno muoiono di sete.

Quali sono le altre novità?

All’interno della rassegna dedicheremo uno spazio ai produttori locali: si chiamerà “Isola del gusto”, e consisterà in un punto di degustazione dove poter conoscere vino, olio e altri prodotti tipici del territorio. Oltre alle conversazioni culturali e ai laboratori per i bambini in Piazza Maggiore, segnalo la possibilità di visitare Villa Benvenuti, dove fontane e scuderie sono state da poco restaurate, e la mostra filatelica al Museo.

L’introduzione del biglietto d’ingresso ai giardini del castello ha ricevuto, qualche anno fa, dure critiche da una parte della cittadinanza. Lei difende ancora questa scelta?

La nostra amministrazione non può accollarsi da sola il peso economico dell’evento. Considerando che “Este in fiore” offre standard qualitativi elevati, e che in diverse altre città manifestazioni simili stanno scomparendo proprio in ragione delle difficoltà finanziarie dei comuni, la richiesta di un contributo di due euro ai visitatori non mi sembra insostenibile. Senza contare che un biglietto vale per l’intera rassegna, da venerdì a domenica.

E’ vero che, “Este in fiore” a parte, la città si sta spegnendo? 

Di sicuro la razionalizzazione della spesa pubblica statale ha determinato la perdita di alcuni servizi, come ad esempio il tribunale, con un conseguente calo di vitalità. Este, però, resta tra le città che nella Bassa Padovana offrono in assoluto più eventi durante l’anno.

Di recente abbiamo detto addio anche all’Accademia dell’Artigianato. Di chi è la responsabilità, in questo caso?

Esclusa la Fondazione Cariparo, di tutti, anche del Comune. Noi, comunque, a breve riprenderemo possesso del Chiostro di Santa Maria delle Consolazioni, sistemeremo il tetto danneggiato dalla tromba d’aria di ottobre e daremo il via a nuovi progetti. L’idea è di destinare questo spazio alle start up del territorio e di realizzare, all’interno, un archivio storico della Bassa Padovana.

Per ulteriori informazioni sugli appuntamenti di “Este in fiore”, consultare il sito www.esteinfiore.it.

 

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