Este, il Consiglio comunale è unanime: “No ai profughi nell’ex ospedale”

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(Foto: www.giornalettismo.com)
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Almeno su un punto il Consiglio comunale di Este è concorde: gli ex ospedali non possono essere destinati all’accoglienza dei profughi. E’ quanto emerso nel corso della seduta di ieri sera, che ha visto protagonista involontario il consigliere comunale di Monselice Andrea Bernardini (M5S), il primo a lanciare la proposta ai microfoni del Tg3 Veneto. “La prefettura ha chiarito che a ogni comune è stata assegnata una quota ben precisa di profughi” aveva detto Bernardini. “Quindi, perché non collocarli in una piccola parte del vecchio ospedale, visto che questo resta al momento inutilizzato?” Alla dichiarazione, nel monselicense erano subito seguite vivaci polemiche, rimbalzate anche a Este, dove il consigliere del Pdl Sergio Gobbo aveva chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente, depositando anche una mozione. Un’altra mozione contraria era stata presentata anche dal Pd locale.

Netta, qui, l’opposizione del centrodestra. “Il nostro non è un no al profugo in quanto tale, ma al modo in cui oggi i flussi migratori vengono gestiti: non si può scaricare sulle spalle dei comuni un’emergenza che né l’Italia né l’Europa sanno affrontare” spiega Carlo Zaramella (lista Tosi). Gli fa eco Vanni Mengotto: “L’accoglienza non deve essere governata dai comuni, ma dallo Stato.” Ferma anche la contrarietà delle Civiche d’Este, ribadita dal consigliere Quadarella. “A Este i profughi sono già presenti nelle strutture dell’Istituto Manfredini e del Duomo e finora non hanno creato problemi di nessun tipo” precisa il sindaco Piva, che continua: “Se la Regione non gestisce la situazione, è il prefetto che si sostituisce e decide dove ripartire queste persone. La mia idea è che le grandi concentrazioni vadano evitate, e che ogni comune debba farsi carico di un limitato numero di ospiti. In ogni caso, gli ex ospedali di Este e Monselice non sono i luoghi adatti e i sindaci del territorio hanno espresso tutti il loro parere in tal senso.” Sul tema il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un testo condiviso per ribadire il proprio no.

 

 

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