Este, i livelli di ozono preoccupano la Lista Arcobaleno: “Rischio danni per la salute”

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(Foto: www.terzobinario.it)
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A Este scatta l’allarme inquinamento. Secondo Beatrice Andreose, esponente della Lista civica Arcobaleno, all’ombra della Porta Vecchia la concentrazione di ozono nell’aria dall’inizio del 2015 ha già superato cinquanta volte il limite di 120 microgrammi per metro cubo stabilito dalla legge 183 del 2004. Quando invece il numero massimo di sforamenti consentiti sarebbe di venticinque.

L’ozono, anche se meno conosciuto del biossido di carbonio (CO2) e del PM10, è altrettanto pericoloso: un accumulo eccessivo causa irritazioni agli occhi, al naso, alla gola e soprattutto all’apparato respiratorio. Diversi studi hanno poi rilevato una maggiore frequenza di crisi asmatiche e, in concomitanza con altri inquinanti atmosferici, lo sviluppo di vere e proprie patologie. L’estate è il periodo più critico: la concentrazione di questo gas, uno dei principali componenti dello smog, aumenta infatti nei momenti più caldi, quando l’intensità delle radiazioni solari aumenta. Scorrendo sul sito dell’Arpav i dati di Este, si vede che nelle ultime 48 ore, per esempio, la qualità dell’aria è stata buona, con l’ozono sempre sotto i fatidici 120 microgrammi per metro cubo. Ma va tenuto presente che questa è la settimana successiva a Ferragosto: molti uffici e negozi sono chiusi per ferie, e dunque il traffico urbano è decisamente ridotto rispetto alla norma.

La lista Arcobaleno aveva già denunciato il problema a luglio, dopo che il limite consentito era stato superato per la ventiseiesima volta. Allora erano state fatte alcune proposte per ridurre l’inquinamento, come la realizzazione di un progetto di car sharing, lo stop ai camion in centro storico, l’ampliamento della zona pedonale alle Piazze Trento e Trieste e delle piste ciclabili cittadine. Ma ora Andreose torna all’attacco. “Anziché procedere con una seria attività di limitazione della circolazione veicolare l’amministrazione comunale riduce l’isola pedonale estiva. Per non dar fastidio ai pochi noti non tiene in alcun conto i danni alla salute provocati, sul lungo periodo, da ripetute concentrazioni d’ozono.” 

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