Este, arriva il voto di delibera sulla fusione. Gobbo: “Dev’essere necessità, non imposizione”

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E’ arrivato uno dei giorni chiave nel percorso che potrebbe portare alla fusione tra i Comuni di Este e Ospedaletto Euganeo: domani sera alle 20.30 il Consiglio Comunale atestino è chiamato ad approvare la delibera che richiede alla Regione Veneto di indire il referendum della fusione. La stessa decisione, con maggioranza risicata, è già stata approvata lo scorso 25 settembre dal Consiglio di Ospedaletto. Sulla questione è intervenuto Sergio Gobbo, 46 anni, consigliere comunale di opposizione a Este.

«L’errore più grande che imputo alle due amministrazioni comunali è di voler imporre una fusione a due entità territoriali che hanno una loro storia e una loro identità. Gli stessi cittadini la percepiscono come tale e dunque sono fortemente ostili al progetto, soprattutto a Ospedaletto, basta ascoltare le voci delle piazze o scorrere le bacheche dei social network» osserva Gobbo, che nonostante le perplessità si rivela favorevole a una fusione fatta “con criterio”. «Credo nella fusione, in particolar modo per come è concepita in Italia, soprattutto se calata nella particolare situazione congetturale che stiamo vivendo. I vantaggi che ne deriverebbero sono generalmente positivi. Ma i cittadini devono conoscerli e devono percepire la fusione come una necessità, non come un’imposizione dall’alto».

Cos’è mancato, dunque? «Informazione: di fusione si parla da ormai quattro anni, ma strettamente a livello di Consigli Comunali. Non c’è stata promozione tra i cittadini. Ora c’è fretta di deliberare per poter avviare le iniziative di informazione, anche se dovrebbe essere il contrario. E ciò dà l’impressione che sia una fusione fatta con i piedi». Il focus del consigliere d’opposizione si sposta poi sul primo punto del consiglio di lunedì sera, ossia la ratifica di un atto unilaterale d’obbligo da parte di SESA, che promette di non espandersi nel comune di Ospedaletto sino al 2035. «Un compromesso. Certo che se il problema della fusione è SESA, allora vuol dire che non abbiamo capito nulla». Per Gobbo, poi, il progetto di fusione poteva essere esteso ad altri Comuni della Bassa, una volta contrari ma ora, in una situazione di generale crisi di rappresentatività del territorio, forse aperti al dialogo. «Le ultime elezioni regionali hanno sottolineato come la Bassa Padovana sia uno dei pochi territori del Veneto che non ha rappresentanza politica. Si potrebbe dunque avviare un progetto di fusione di ampio raggio con informazione capillare, anche a livello scolastico».

L’esito del referendum sulla fusione, previsto per la primavera del 2016, rimane comunque incerto; al momento sembra favorita la vittoria dei “no”. In caso di successo dei “sì”, le elezioni amministrative (previste per maggio in entrambi i Comuni in questione) potrebbero slittare in autunno. In ogni caso, a Este c’ha pensato Stefano Agujari Stoppa, attuale vicesindaco, a rompere il ghiaccio e a presentarsi come candidato sindaco per le sue Civiche d’Este. Una candidatura anticipata che ha preso in contropiede quasi tutti gli addetti ai lavori. Gobbo, assessore nell’ultimo semestre della prima giunta Mengotto (novembre 2000-maggio 2001), per cinque anni nella seconda (2001-2006) e consigliere di opposizione prima con l’Udc (2006-2011, nell’occasione era anche candidato sindaco) e poi con la lista del Pdl (2011-), non sa ancora se scenderà in campo in prima persona per una quarta legislatura. «Mi piacerebbe, mi è stato chiesto. Ho l’ambizione, ma non le velleità: fare il sindaco è un onere. Se corro, lo faccio con una civica di destra moderata, un gruppo con cui ci troviamo settimanalmente per discutere sui temi caldi locali, composto da tante facce nuove».

Quella del 2016 sarà comunque una tornata elettorale decisamente atipica. «Il centrodestra è in forte sofferenza. La Lega ha tanti voti da raccogliere, deve trovare un candidato in grado di farlo. Poi ci sono il Pd, probabilmente orfano di Piva, le Civiche di Stoppa, i tosiani, il Movimento Cinque Stelle, anche se alle regionali la parte del leone l’ha fatta una lista civica, la lista Zaia. Penso quindi che la differenza l’anno prossimo non la faranno i partiti, ma il candidato sindaco. Saranno le elezioni più strane a cui parteciperò. Ci sarà da divertirsi».

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