ESCLUSIVA – Bagnoli di Sopra, Milan: “Ecco la verità sull’hub”

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(Il sindaco di Bagnoli di Sopra, Roberto Milan, eletto nel 2014)
(Il sindaco di Bagnoli di Sopra, Roberto Milan, eletto nel 2014)

Venerdì mattina, in Comune, si respirava un’aria relativamente serena a Bagnoli di Sopra, nel Padovano, palcoscenico quest’estate di una protesta pacifica ma palpabile contro l’allestimento di un hub provinciale nella ex base militare di San Siro. Estensione ha incontrato Roberto Milan, 40 anni, medico veterinario, sindaco dal maggio 2014 del paese rinomato per il Vin Friularo.

Giunto in fretta e furia alla casa comunale direttamente dalla contestata base militare per accertamenti tecnici, Milan ci tiene, fin da subito, a precisare: «L’approccio dell’amministrazione, in questa storia, se non fosse ancora emerso con chiarezza, è di forte contrarietà all’hub provinciale», un «campo di concentramento» che creerebbe «un danno per loro e per il territorio», perché «acuisce elementi di tensione e di disagi che possono sfociare in esempi di nervosismo».

Sindaco, come avete saputo dell’intenzione della Prefettura di trasformare l’ex base militare di San Siro in un hub provinciale, stile La Prandina-Conetta?
«Dai giornalisti. Ed io mi sono arrabbiato molto per questo. Penso che qualcosa sia sfuggito di mano: sono mancati un progetto e un metodo di lavoro che tenessero conto del necessario rapporto tra le istituzioni».

Come vi siete mossi, voi della Giunta Comunale?
«Abbiamo manifestato la nostra contrarietà attraverso comunicati stampa e con i comunicati ai cittadini. Abbiamo anche cercato di allargare la prospettiva: infatti, ho interagito con la Provincia perché si facesse carico della problematica di Bagnoli coinvolgendo tutto il territorio provinciale. Bagnoli non può essere la ‘valvola di sfogo’ dove scaricare questo fenomeno. Solo 20 comuni su 104 della Provincia ospitano i migranti». La politica non c’entra, insomma. Per il sindaco Milan vi deve essere una leale collaborazione fra tutti i Comuni.

Ad oggi si sono susseguite numerosissime notizie: qual è la situazione odierna? La caserma è stata realmente acquistata?
«Abbiamo acquisito l’uso di gran parte delle strutture esistenti, circa quattro mila metri quadri di strutture coperte, quindi un 60% del totale della superficie. Il demanio, però, ha dato allo stesso tempo una zona alla Prefettura nell’eventualità di un possibile utilizzo: ovviamente io spero che questa possibilità sia accantonata. Stiamo accertando la qualità delle costruzioni per valutare l’eventualità di predisporne dei progetti e un acquisto futuro. Sul tavolo delle prossime trattative valuteremo la possibilità di riaprire a livello regionale il bando del “Federalismo Comunale” per acquisirla gratuitamente o di offrire in permuta la caserma dei Carabinieri che è di proprietà comunale». Il telefono squilla, è il progettista che sta coadiuvando l’amministrazione sui progetti di riqualificazione della ex base.

Al momento quali sono le principali idee sul suo riutilizzo?
«Il primo progetto che ho proposto è quello per un punto di riferimento per la Protezione Civile del territorio. Perché quelli della base sono alloggi che potrebbero essere messi a disposizione 24 ore su 24 per qualsiasi eventuale emergenza: alluvioni, frane, terremoti. Per allestire una tendopoli, in caso di calamità, vengono impiegati circa due giorni e mezzo. Inoltre potrebbe servire come magazzino-deposito e campo di addestramento sempre per la Protezione Civile. Ma stiamo valutando anche altri progetti di pubblica utilità». Il giovane sindaco mi scongiura, sorridendo, di non fargli la domanda successiva, la più attesa.

È dunque totalmente esclusa la possibilità di un’ “accoglienza” massiccia nel rimanente 40% della base?

«Il Prefetto Morcone ha detto che punta sulla distribuzione diffusa». Sicuramente Milan auspica che sia questa la decisione dall’alto. Subito dopo mi mostra la foto di una piscina della ex base, nel frattempo diventata un vero e proprio stagno. «Quando il colonnello mi ha consegnato le chiavi della base mi ha detto ‘Sindaco, adesso vi svegliate? Nel 2008 arrivavano gli ufficiali da Padova per venire in piscina qui. Nel 2013 c’era un decreto legge che permetteva ai comuni con una semplice dichiarazione di interessi di acquisire la proprietà dell’area. Il demanio ha anche chiamato». Ma il sindaco-veterinario sarebbe stato eletto solo l’anno seguente. Quella proposta non è andata a buon fine.

I profughi che approdano sulle coste italiane, però, sono un dato di fatto: qual è, a suo parere, la migliore modalità di gestione per tutte queste persone?

«Se la quota provinciale è definita, credo fortemente alla ‘distribuzionediffusa. Cerco di utilizzare questo termine, correggendo, a volte, anche i giornalisti, perché accoglienza è cosa ben diversa da distribuzione. La distribuzione è imposta, l’accoglienza si deve volere. Di certo non siamo a questi livelli». Milan si dice estremamente rammaricato per le tensioni sociali causate dalla possibilità di un hub a Bagnoli: infatti, queste ultime avrebbero messo in secondo piano i progetti di integrazione che l’amministrazione voleva intraprendere con i migranti già presenti nel territorio del comune. «Non si voleva fare nulla di così spettacolare. Si voleva solo dare un volto, un nome e una certa dignità a queste persone facendole conoscere al paese. Anche attraverso l’impiego dei migranti in lavori socialmente utili attraverso la convenzione con la prefettura. I migranti venivano già invitati a pranzo la domenica dalle famiglie italiane. Queste esperienze sociali importantissime e fondamentali per la crescita comunitaria sono state soffocate dall’ipotesi hub. E’ stato manifestato un ‘no’ perchè questo non è gestire, ma minare un tessuto sociale che ha bisogno invece di rigenerarsi».

Che rapporti avete con il comitato ‘BAGNOLI DICE NO’?

«Di conoscenza. Penso che questa manifestazione di forte contrarietà da un lato sia comprensibile e dall’altro debba essere gestita nei migliori dei modi. Sicuramente i presidi notturni sono un modo di manifestare questa contrarietà, ma nulla potrebbe essere evitato in caso di decisione da parte della prefettura».

Conoscenza e informazione, il primo passo per una reciproca fiducia: questa, in una frase, la ricetta del sindaco. Mercoledì prossimo Milan sarà a Roma, dove relazionerà in Senato e al cospetto del Ministro dell’Interno Angelino Alfano manifestando la sua avversione all’hub a Bagnoli di Sopra. Storie di piccoli paesi si misurano con la maestosa e impassibile storia del mondo.

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