Emergenza abitativa a Este, le opposizioni: «Pronti ad aprire sportello di supporto»

Un servizio a minoranze unificate rivolto ai cittadini bisognosi di aiuto, «per sopperire alle mancanze dell'Amministrazione». Gallana: «Spot pre-elettorali su casi sociali danneggiano le persone»

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ESTE. Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Civiche d’Este, Este Sicura e due ex assessori al Sociale: sull’emergenza abitativa le minoranze atestine fanno fronte comune e si dichiarano pronte ad aprire uno sportello pubblico che fornisca supporto umano, politico e legale a tutti i cittadini bisognosi di aiuto. «Ci siamo accorti che la situazione è molto più seria di quanto si pensasse» spiega Francesco Roin, il portavoce dei pentastellati che aveva sollevato la questione la scorsa settimana. «Le persone in difficoltà non si rivolgono solo al nostro gruppo, ma contattano tutte le forze politiche di opposizione. Per questo abbiamo deciso di proporre una soluzione congiunta, in modo da sopperire alle carenze dell’Amministrazione».

«Metteremo le nostre competenze a disposizione di quei tantissimi cittadini a cui non viene dato ascolto. L’idea è quella di accompagnarli all’interno della macchina comunale, non certo di sostituirci all’Amministrazione» sottolinea Giancarlo Piva, consigliere del Pd. Dopo gli articoli comparsi sui quotidiani durante lo scorso fine settimana, l’assessore al Sociale Lucia Mulato aveva parlato di “notizie che possono rivelarsi controproducenti per l’utenza stessa” e “assunzione delle proprie responsabilità”: «Intimidazioni di questo tipo non sono accettabili, a maggior ragione se rivolte a soggetti così deboli» prosegue Piva. Saranno gli stessi consiglieri e rappresentanti di opposizione a gestire a turno lo spazio, una piccola sala all’interno del municipio che le minoranze hanno richiesto con successo e a cui avranno libero accesso tutti i sabati mattina. Ora che le intenzioni sono state svelate, però, non è detto che il sindaco Roberta Gallana permetta lo svolgimento di un servizio simile proprio tra le mura comunali. E se l’attività dovesse effettivamente essere vietata?

«Allora sarà battaglia» promette Silvia Ruzzon, già assessore ai Servizi sociali nella Giunta di Giancarlo Piva e da poco dimessasi dal ruolo di consigliere comunale Pd. «Non si tratta di un problema economico. L’obiettivo di questa Amministrazione è l’immagine di se stessa, vanno rimessi al centro i bisogni della comunità. Negli ultimi due anni del mio mandato ho affrontato 35 sfratti: nessuno di questi è avvenuto senza la presenza di un assistente sociale, con il rischio che una persona o una famiglia non avesse un tetto sotto cui dormire, a differenza di quanto succede ora». Per l’altro ex assessore al Sociale, Erika Bertazzo, uscita dalla giunta Gallana nel luglio 2017, «il servizio non sarebbe nulla di diverso da quanto facciamo già singolarmente. Abbiamo solo fatto sinergia. Non vogliamo sostituire il ruolo degli assistenti sociali».

«Vuole essere un contributo costruttivo. Il sindaco ci fa spesso passare per rancorosi: la nostra è una proposta positiva, per una carenza effettiva. Speriamo venga accolta» si augura Stefano Agujari Stoppa, alfiere delle Civiche d’Este. All’iniziativa aderisce anche Simonetta Spigolon, che in Consiglio ha preso il posto di Ruzzon, di mestiere avvocatessa: «Sono a disposizione come consigliere con competenze in materia, non come legale» sottolinea. Carlo Zaramella di Este Sicura: «Nessuno ha la bacchetta magica ma le mancanze sono evidenti. Al posto di potenziare il settore dei servizi sociali, si è preferito assumere un addetto ufficio stampa del sindaco». L’iniziativa delle minoranze scatterà a breve («Siamo pronti a partire subito dopo le elezioni nazionali del 4 marzo») avrà anche un’estensione social: verrà creata una pagina Facebook in cui veicolare informazioni utili su opportunità di lavoro e su contributi, sia economici che in termini di servizi, che i cittadini in difficoltà possono ricevere.

«Gli spot pre-elettorali sui casi sociali danneggiano le persone» la secca replica del sindaco Roberta Gallana. «Usare persone in difficoltà togliendo loro la dignità e la privacy e compromettendo la risoluzione e il lavoro delle assistenti sociali e dei funzionari, come è successo con l’intervento dei 5 Stelle la scorsa settimana, mi lascia senza parole. Non ci si può improvvisare esperti: mi stupisco soprattutto di coloro che per 10 anni hanno amministrato e conoscono benissimo il lavoro delicato dei servizi sociali che non può essere messo in mano a improvvisati consiglieri. Non è un problema di risorse» conferma la prima cittadina «ma di persone che vanno seguite nel tempo dalle strutture. Difenderò sempre la privacy e la dignità di tutti i bambini, gli anziani e le famiglie che quotidianamente vengono aiutati in tutte le forme. Oggi, mentre le minoranze facevano la loro conferenza stampa di propaganda, noi eravamo a lavorare per un caso sociale che ha coinvolto molte persone e che abbiamo contribuito fattivamente ad avviare a soluzione».

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