Elezioni Regionali 2015: intervista a Gabriele Raise, candidato de “L’Altro Veneto. Ora Possiamo!”

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raise 3Gabriele Raise, 44 anni, monselicense, laureato in Tecniche di laboratorio biomedico, sindacalista e tecnico sanitario, iscritto a Rifondazione Comunista, candidato al Consiglio Regionale, per la Provincia di Padova, nella lista “L’Altro Veneto. Ora Possiamo! – Laura Di Lucia Coletti Presidente”.

La politica è innanzitutto passione e volontà d’azione: che cosa ti spinge a metterti in gioco candidandoti?

“Io credo fermamente nei valori della sinistra. Tutela e riconoscimento dei diritti dei lavoratori, difesa del patrimonio ambientale, una sanità equa per tutti, giustizia sociale. Oggi l’unico soggetto politico che può definirsi “di sinistra” siamo noi. Io mi sono sempre battuto per garantire questi diritti, attivandomi dapprima nel sindacalismo, poi, iscrivendomi a Rifondazione Comunista, ho deciso di allargare il mio impegno anche politicamente. Oggi sono pronto a portare il mio impegno in Regione“.

La sinistra, nel “Bianco” Veneto, è sempre stata all’opposizione. La tua lista si ispira a soggetti politici, di sinistra ovviamente, come Syriza di Alexis Tsipras, il Premier greco, o Podemos, il partito di sinistra che ora in Spagna è in ascesa. La sinistra, per riuscire a vincere in una terra dove ha sempre perso da un punto di vista elettorale, su cosa concentrerà la sua battaglia e quali idee porterà in auge?

“Noi dobbiamo ricostituire quel blocco sociale che questa crisi, provocata da un capitalismo senza scrupoli e da una politica inefficiente, hanno distrutto. Il blocco sociale è composto dai lavoratori autonomi, dagli operai, dagli studenti, dai pensionati, dai migranti e da tutte le minoranze. Sono questi soggetti che hanno patito le più dure conseguenze di questa crisi sociale ed economica che stiamo vivendo. Ed è con loro che ripartiremo a programmare il nostro futuro, ascoltandoli innanzitutto”.

Certo, ascoltandoli innanzitutto. Però non basta l’ascolto e il confronto, ci deve essere un’azione pragmatica ed esecutiva. Cosa farete?

“Innanzitutto ci impegneremo a garantire il lavoro a chi oggi rischia di perderlo o lo ha già perso. Delocalizzazioni, licenziamenti, chiusure di aziende sono all’ordine del giorno. La nostra azione si concentrerà nel creare le condizioni, a favore sia dei lavoratori che dei datori di lavoro, perché di queste vicende non si parli più. L’Ulss 17, nella Bassa Padovana, necessità di un piano di assunzioni di circa 120 lavoratori, tutt’ora inattuato: noi lo faremo. Assistenza sanitaria e solidarietà sociale per i pensionati, incentivo del trasporto su gomma, autobus, per chi, come i pensionati e i giovanissimi, non possono permettersi l’utilizzo dell’auto nel fine settimana e in generale in tutto l’arco di quest’ultima. Non dobbiamo assolutamente privatizzare i servizi. Stop ai lavori in project financing, a carico ovviamente della collettività, a lungo termine. Stop assoluto alla cementificazione del suolo e creazione di un nuovo Piano di Assetto Idrogeologico. Sostegno all’agricoltura biologica e a km zero. Punteremo tantissimo sulla ricerca e la valorizzazione culturale, artistica e turistica della nostra Regione”.

Il problema dell’emergenza profughi è all’ordine del giorno. Cosa proponete e che cosa pensi si debba fare perché nella nostra Regione aumenti la sicurezza e diminuisca la criminalità?

“Non dobbiamo creare un’atmosfera di xenofobia collettiva. I profughi sono persone come noi. La Regione non ha molti mezzi per “dirigere” questo problema, da un punto di vista giuridico. L’Unione Europea e lo Stato Italiano devono e possono fare di più. La sicurezza è figlia dell’integrazione. Ovviamente, chi delinque e non rispetta le leggi dovrà risponderne nel rispetto della collettività”.

Che giudizio hai dell’amministrazione Zaia e dei tuoi sfidanti?

“Luca Zaia e la Lega Nord hanno fatto ben poco per la nostra Regione. Abbiamo un territorio cementificato, un paesaggio denigrato, un clima di intolleranza in aumento, una Giunta Regionale che ha avuto al suo interno degli arrestati. Alessandra Moretti e il Partito Democratico non possono presentarsi come una vera alternativa visto il loro programma, che è esplicitamente a matrice liberista, insomma una copia parallela di quello di Zaia. Tosi è una sorta di piccolo Zaia, Indipendenza Veneta non sistemerà i nostri problemi ed è inattuabile. Con Jacopo Berti e il Movimento 5 Stelle abbiamo qualche visione in comune”.

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