Elezioni politiche 2022: quando si vota e cosa succede dopo il voto

Quando si vota e cosa succede dopo il voto: tutte le date e gli appuntamenti che porteranno all'insediamento del prossimo Governo

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Il 21 luglio scorso, in seguito alla crisi di governo aperta dal Movimento 5 Stelle e suggellata dalla mancata partecipazione al voto di fiducia dell’esecutivo in carica anche di Lega per Salvini Premier e Forza Italia, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha presentato le dimissioni al Capo dello Stato Sergio Mattarella che, dopo averle accettate, ha sciolto le Camere e indetto le elezioni anticipate.

Con il decreto del Presidente della Repubblica 97/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stata quindi fissata la data delle prossime elezioni politiche, che si svolgeranno domenica 25 settembre 2022, con la prima seduta delle Camere post-voto prevista per giovedì 13 ottobre 2022. Ecco quali sono i passaggi che porteranno all’insediamento delle Camere e alla nascita del nuovo Governo.

3. Cosa succede prima delle elezioni del 25 settembre 2022

In vista del voto, tra le 8.00 del 12 agosto e le 16.00 del 14 agosto tutte le forze politiche in corsa hanno dovuto depositare il proprio contrassegno elettorale, dichiarare l’eventuale appartenenza a una coalizione di liste, consegnare il proprio programma elettorale e indicare il capo della forza politica, secondo le istruzioni fornite dal Ministero dell’Interno, pena l’esclusione dalla tornata elettorale.

Entro il 22 agosto, inoltre, le forze politiche hanno dovuto presentare le liste elettorali dei candidati di tutti i collegi uninominali e plurinominali – decidendo quindi chi candidare e dove – all’ufficio elettorale in Corte d’Appello.

Hanno potuto presentarsi di diritto i partiti “costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021 o che abbiano presentato candidature con proprio contrassegno alle ultime elezioni della Camera dei Deputati o alle ultime elezioni dei membri del Parlamento Europeo spettanti all’Italia in almeno due terzi delle circoscrizioni e abbiano ottenuto almeno un seggio assegnato in ragione proporzionale o abbiano concorso alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione avendo conseguito, sul piano nazionale, un numero di voti validi superiore all’1% del totale“, ovvero: Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Liberi e Uguali, +Europa, Coraggio Italia, Noi con l’Italia.

Tutti gli altri partiti hanno dovuto raccogliere almeno 750 firme per ogni collegio plurinominale; essendo i collegi 49 per la Camera e 33 per il Senato, per presentarsi in tutta Italia una forza politica ha dovuto raccogliere 36.750 firme per la Camera e 19.500 per il Senato.

2. Quando si insediano le nuove Camere

Secondo l’articolo 61 della Costituzione l’elezione delle nuove Camere deve avvenire entro 60 giorni dalla fine della precedente. il decreto pubblicato in Gazzetta prevede infatti che la prima riunione del Parlamento si svolga il prossimo 13 ottobre. Quel giorno, i deputati e i senatori neo eletti entreranno per la prima volta a Montecitorio e a Palazzo Madama. Prima di poter essere operativo al 100%, il Parlamento dovrà deve eleggere i Presidenti delle due Camere, che devono essere scelti fra i membri della Camera che li elegge.

Il voto è segreto. Alla Camera, ai primi tre scrutini è richiesta una maggioranza qualificata, dal quarto scrutinio basta la maggioranza dell’Aula. Al Senato, due votazioni con maggioranza degli aventi diritto, la terza con maggioranza dei presenti. La quarta, se necessaria, è un ballottaggio fra i due più votati al terzo scrutinio. In caso di parità, vince il più anziano anagraficamente.

1. Quando e come si forma il nuovo Governo

Una volta eletti i Presidenti di Camera e Senato, le Camere sono insediate a tutti gli effetti. A quel punto, il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni fra le forze parlamentari per dare l’incarico di formare il nuovo Governo. Questo è il passaggio su cui è più difficile fare previsioni temporali.

La velocità di insediamento del nuovo Governo e la nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri dipendono infatti dall’esito delle elezioni: più un partito o una coalizione riuscirà ad avere una chiara maggioranza, tanto più sarà veloce la formazione della squadra di governo. Viceversa, potrebbero volerci giorni o anche interi mesi prima che i partiti riescano a mettersi d’accordo.

In occasione delle ultime elezioni, nel 2018, per esempio, nessun partito e nessuna coalizione ha ottenuto un’evidente vittoria e ci sono dunque voluti 89 giorni di trattative prima di poter ufficializzare la nascita del nuovo Governo (Conte I). Ad ogni modo, una volta giunti ad un accordo, il Presidente incaricato sceglie i Ministri, fra le forze che fanno parte della maggioranza a cui si rivolge, e si presenta poi in Parlamento per il voto di fiducia.