mercoledì 19 Giugno 2019
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Elezioni Politiche 2018, il programma di Potere al Popolo

Il programma di Potere al Popolo alle prossime elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018

Il partito

“Liberi e Uguali” non è l’unica forza che si posiziona alla sinistra del Partito Democratico in queste elezioni politiche; c’è anche Potere al Popolo, lista lanciata nel dicembre scorso e sostenuta principalmente – ma non solo – da Rifondazione Comunista, da un gruppo di attivisti del centro sociale “Ex Opg – Je so’ pazzo” di Napoli e da molti sindacalisti di Cobas e Usb. La leader di PaP è Viola Carofalo. Nel proprio manifesto, il gruppo si descrive come un movimento di reti e organizzazioni di «sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria e meridionalista».

Il programma

Il programma di Potere al Popolo – il cui slogan per questa tornata elettorale è “Dov’era il no, faremo il sì!” – si fonda sui principi cardine della giustizia sociale, dell’uguaglianza, della cooperazione e della solidarietà. Il testo, suddiviso in 15 macrotemi, è consultabile integralmente cliccando qui. In sintesi:

  • Difesa e rilancio della Costituzione: centralità e dignità a lavoratrici e lavoratori; superamento di ogni discriminazione e di ogni ostacolo di carattere economico e sociale che limita l’uguaglianza; abrogazione dell’articolo 7 con il richiamo ai Patti Lateranensi; taglio drastico alla spesa militare; rimozione del vincolo del pareggio di bilancio; ripristino del Titolo V della Costituzione pre-2001; contrasto ai trattati internazionali Ceta, Tisa, Ttip; ripristino dell’elezione del Parlamento attraverso un vero sistema proporzionale; contrasto e scioglimento delle organizzazioni fasciste.
  • Lavoro: cancellazione del Jobs Act, della legge Fornero e delle principali forme di lavoro diverse dal contratto a tempo indeterminato; messa fuori legge del lavoro gratuito; cancellazione dell’articolo 8 della legge 148/2011; abolizione degli Ordini professionali; introduzione di un compenso equo ed esigibile per le lavoratrici e i lavoratori autonomi; ripristino dell’articolo 18 ed estensione alle imprese con meno di 15 dipendenti; riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario; assunzioni pubbliche per potenziare e riqualificare il welfare.
  • Redistribuzione della ricchezza: introduzione di un’imposta sui grandi patrimoni; ripristino della progressività del sistema fiscale secondo il dettato costituzionale; lotta alla grande evasione ed elusione fiscale; fine dei trasferimenti a pioggia alle imprese; politiche di contrasto dei rapporti con i cosiddetti “paradisi fiscali” da parte delle aziende italiane; ripubblicizzazione delle industrie e delle infrastrutture strategiche privatizzate;
    nazionalizzazione della Banca d’Italia; creazione di un Polo finanziario pubblico per il credito; ripristino della separazione tra banche di risparmio e di affari; istituzione di una commissione per l’audit sul debito pubblico.
  • Scuola, università e ricerca: cancellazione della “Buona Scuola”; abolizione della figura del “dirigente-manager”; introduzione di un limite max di 20 alunni per classe e generalizzazione del tempo pieno per il primo ciclo d’istruzione; elevamento dell’obbligo scolastico a 18 anni; eliminazione dell’alternanza scuola-lavoro; abolizione dei test Invalsi; abolizione dei finanziamenti alle scuole private; adeguamento salariale per il personale docente e non docente; assunzione di tutti i precari con 36 mesi di servizio e cancellazione del precariato; gratuità degli studi universitari e postuniversitari pubblici; obbligo della remunerazione dei dottorati; abolizione dell’Anvur.
  • Immigrazione: centri di piccole dimensioni, gestite dal pubblico, che permettano percorsi autonomi di inserimento, sul modello Sprar; abolizione del regolamento di Dublino III, delle leggi Minniti-Orlando e di tutte le leggi precedenti; abrogazione degli accordi bilaterali che permettono il rimpatrio forzato e di quelli che servono ad esternalizzare le frontiere, con attivazione di canali legali e protetti d’ingresso in Europa; abrogazione del testo unico Bossi-Fini; rottura del vincolo tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; approvazione dello ius soli e la sua estensione a chi è comunque cresciuto in Italia.
  • Ambiente: stop alle cosiddette “Grandi Opere”; nuova politica energetica che parta dal calcolo del fabbisogno reale; moratoria sui nuovi progetti estrattivi riguardanti combustibili fossili e stop a ogni progetto di estrazione non convenzionale; eliminazione dei sussidi pubblici alle fonti fossili o ambientalmente dannose; uscita totale dal carbone entro il prossimo decennio; uso delle biomasse solo da scarti; stop a consumo di suolo e cementificazione delle coste; piano nazionale per la bonifica dei siti inquinati; piano di investimenti per la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico; messa al bando dell’incenerimento dei rifiuti; ripubblicizzazione dell’acqua bene comune, e più in generale dei servizi pubblici, nel rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 2011.

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Giacomo Visentin
Giacomo Visentin
Classe 1992, ho in tasca due lauree, un Erasmus in Portogallo e diverse collaborazioni nel settore della comunicazione, da Cafè Tv 24 al Corriere del Veneto. La mia esperienza più bella rimane Estensione, che ho fondato nel novembre 2012 e di cui sono tuttora direttore editoriale. La politica, i media e lo sport le mie passioni più grandi.
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