Elezioni Politiche 2018, il programma della Lega

Il programma della Lega alle prossime elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018

42784

Il partito

Da “Lega Nord” a “Lega”: dopo ben 28 anni, è sparito il riferimento geografico dal marchio elettorale più longevo del panorama italiano. Un partito che ha definitivamente accantonato le aspirazioni secessioniste della Padania, in favore di più concrete ambizioni di governo nazionale. Una svolta impressa dal segretario federale Matteo Salvini, leader del partito del 2013 e candidato premier del Carroccio alle elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018, in cui la Lega si presenta all’interno della coalizione di centrodestra con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia-Udc. Gli ultimi sondaggi disponibili (15 febbraio) danno la Lega indietro di qualche punto percentuale rispetto agli “azzurri” di Silvio Berlusconi (17%-14%): se alle urne dovesse arrivare un clamoroso sorpasso, Salvini, con grossa probabilità, sarebbe il candidato premier dell’intera alleanza di centrodestra. E, a meno di sorprese, anche il favorito per assumere la carica di presidente del Consiglio.

Il programma

Il 18 gennaio scorso Salvini, Berlusconi, Giorgia Meloni e Raffaele Fitto, rispettivamente leader di Fratelli d’Italia e di Noi con l’Italia-Udc, hanno firmato un programma comune di governo, i cui punti principali riguardano l’abbassamento delle tasse, una minore dipendenza dall’Europa e una maggiore attenzione alla sicurezza (clicca qui per leggerlo). Qui esamineremo invece il programma presentato da Matteo Salvini in occasione delle primarie per la segreteria federale della Lega Nord dello scorso maggio, in cui ha avuto la meglio sul bossiano Gianni Fava, e che è possibile consultare integralmente cliccando qui. In sintesi:

  • Tasse: la proposta più importante riguarda l’introduzione di un’unica aliquota fiscale al 15%, chiamata “Flat Tax”, da applicare al reddito di famiglie e imprese e con la previsione di una “no tax area”. Poi ci sono l’abolizione dell’inversione dell’onere della prova fiscale, degli studi di settore e del limite di pagamento in contanti; l’introduzione della cosiddetta “pace fiscale”; la riforma del contenzioso tributario; la modifica dello split payment rendendo neutra l’applicazione dell’Iva su tutta la filiera di produzione; qualora la Flat Tax dovesse diventare realtà, l’aumento delle sanzioni relative all’infedeltà fiscale, comprese il ritiro della patente di guida e del passaporto fino a 3 anni.
  • Pensioni: cancellazione della Legge Fornero con reintroduzione delle pensioni di anzianità (accesso alla pensione con più di 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica), Quota 100 senza penalizzazioni (accesso alla pensione al raggiungimento di quota 100 quale somma di età anagrafica + età contributiva) e Quota 41 (accesso alla pensione con solo l’anzianità contributiva).
  • Immigrazione: rifondazione e implementazione del numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione (Cie) in almeno uno per Regione, prolungando il termine per il trattenimento almeno sino a 6 mesi, al fine di rendere eseguibile l’espulsione; revoca dell’accordo Triton; sottoscrizione di accordi bilaterali per i rimpatri con i Paesi di origine; previsione di un vincolo di bilancio secondo cui, per ogni rifugiato, lo Stato non potrà impegnare risorse superiori a quelle destinate ad una pensione d’invalidità al 100% di un cittadino italiano; espulsione dei carcerati extracomunitari.
  • Europa: ridiscussione con l’Ue di tutti i Trattati che pongono vincoli all’esercizio della piena e legittima sovranità monetaria, economica, territoriale e legislativa, con un ritorno alla Cee e ad uno stato pre-Maastricht; ricerca di partner per avviare un percorso condiviso di uscita concordata dall’Euro; incentivi per il rientro delle aziende che hanno delocalizzato tramite Flat Tax e nuove infrastrutture al Sud; lotta a contraffazione, violazione dei marchi e circolazione del falso made in Italy.
  • Lavoro: oltre alla Flat Tax al 15% anche per le imprese, anche l’introduzione di un salario minimo orario indipendente dai contratti nazionali e di un modello unico dei pagamenti (Tax Rate omnicomprensiva) per consentire alle aziende di conoscere immediatamente il costo del dipendente; istituzione di una “temporary card” per il lavoro saltuario e temporaneo; lotta alla concorrenza sleale dei prodotti e delle imprese straniere e alla delocalizzazione con multe per chi decide, dopo aver ricevuto fondi statali, di spostare la propria produzione all’estero.
  • Sicurezza: riforma della legittima difesa; cancellazione delle modifiche alle norme carcerarie attuate dal centro-sinistra e di applicazione di sconti di pena; ristrutturazione delle carceri inutilizzate e ampliamento del loro numero; aumento delle dotazioni e dei mezzi per le forze dell’ordine e maggiore presenza sul territorio; chiusura di tutti i campi nomadi; lotta al terrorismo, anche online.
  • Autonomia e riforme istituzionali: ripensare al regionalismo sul modello di Paesi come Stati Uniti, Germania, Svizzera e Austria; ottenimento, per tutte le Regioni che lo richiedono, di maggiore autonomia, in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione, non ultimo portando a conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte; modifica della Costituzione volta a rafforzare e consolidare l’autonomia delle Regioni; elezione diretta del Presidente della Repubblica; riduzione dei membri di Camera e Senato da 630 a 400 e da 315 a 200; introduzione del vincolo di mandato; eliminazione del quorum per i referendum popolari.

Clicca qui per leggere i programmi di tutti i partiti
Clicca qui per conoscere i candidati di Camera e Senato di tutte le liste in corsa
Clicca qui per sapere come si vota e come funziona il “Rosatellum bis”, la nuova legge elettorale

Salva Articolo

Lascia un commento