Elezioni Politiche 2018, il programma del Popolo della Famiglia

Il programma del Popolo della Famiglia alle prossime elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018

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Il partito

Il Popolo della Famiglia è un soggetto politico di ispirazione cristiana, che mette al centro la dottrina sociale della Chiesa. È però un movimento aconfessionale: aperto ai non credenti e alle altre confessioni religiose che condividano i suoi valori cardine, ovvero il diritto alla vita (dal concepimento alla morte naturale), la centralità della famiglia, il diritto dei figli ad avere un padre e una madre, la dignità della persona, del lavoro e la sussidiarietà. Ha deciso di non entrare nella coalizione di centrodestra perché ritiene che l’intera classe politica sia compromessa e ambigua riguardo a questi principi essenziali “non negoziabili”. Guidato da Mario Adinolfi, il Popolo della Famiglia si definisce «erede della grande tradizione del Partito Popolare di don Sturzo».

Il programma

Di seguito ecco i punti principali del programma elettorale del Popolo della Famiglia, consultabile integralmente cliccando qui.

  • Famiglia. Per questa forza politica l’imperativo è tornare a investire su famiglia, su giovani e lavoro, partendo dal riconoscimento del ruolo decisivo della donna madre. Si propone quindi, tra le varie cose, l’istituzione del reddito di maternità (1000 euro al mese di indennità per le donne italiane che decideranno di dedicarsi in via esclusiva alla cura della famiglia), l’aumento degli assegni familiari, l’incremento dei fondi per i 3,8 milioni di disabili italiani. Priorità alle famiglie italiane numerose nell’assegnazione degli alloggi popolari.
  • Diritti. Sostenere il diritto universale a nascere, contrastare l’aborto anche attraverso il riconoscimento del “Comfort Care” da parte del Servizio Sanitario Nazionale, e della funzione sociale dei centri e servizi di aiuto alla vita, opporsi alll’eutanasia, alle adozioni gay, all’ideologia gender e all’utero in affitto, abrogare le leggi su divorzio breve, buona scuola, unioni civili e biotestamento. Lotta alle droghe e a tutte le forme di dipendenza.
  • Economia e lavoro. Al centro va messa sempre la famiglia: l’idea è quindi quella di istituire una commissione interministeriale permanente dedicata. Si vuole inoltre tutelare il “Made in Italy”, proteggere i risparmiatori anche attraverso l’inasprimento delle pene per reati di usura e bancari, attuare la defiscalizzazione delle imprese che formano e assumono nelle aree disagiate o soggette a calamità naturali, introdurre il prestito d’onore per la costituzione di nuove imprese da parte di under 35 e incrementare la lotta all’evasione. Sono nel programma anche la revisione integrale del Jobs Act e il contrasto della precarietà.
  • Immigrazione. Siglare accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei migranti, nell’ottica di una riduzione drastica dei flussi migratori. Dire no allo Ius Soli, chiudere i centri di assistenza rifugiati e promuovere un’integrazione di qualità.
  • Sicurezza. Aumentare i salari delle forze dell’ordine, contrastare la criminalità organizzata, attuare il pieno riconoscimento della legittima difesa presunta in caso di attacco all’abitazione familiare, istituire volanti fisse nei quartieri a più alta densità criminale.
  • Europa. L’Unione Europea va intesa come Nuova Libera Associazione di Stati indipendenti e sovrani. Occorre reintrodurre nel preambolo della Costituzione europea delle radici cristiane, valorizzare nel prossimo Accordo di partenariato 2021-2027 obiettivi e priorità che sostengano la famiglia, rifondare la nuova Europa a partire dal diritto universale a nascere e promuovere la progettazione europea, incentivando il partenariato tra tutte le espressioni della società civile.

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