Elezioni Politiche 2018, il programma del Partito Democratico

Il programma del Partito Democratico alle prossime elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018

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Il partito

Reduce da cinque anni di governo, il Partito Democratico schiera come candidato premier il suo segretario Matteo Renzi, già presidente del Consiglio dal febbraio 2014 al dicembre 2016. All’ex sindaco di Firenze spetterà anche il comando della coalizione di centrosinistra composta – oltre che dal Pd – dalle liste InsiemeCivica Popolare (guidata dal ministro Beatrice Lorenzin con Pier Ferdinando Casini) e +Europa di Emma Bonino.

Il programma

Il Pd decide di ripartire dal lavoro svolto dall’ultima tornata elettorale ad oggi: sottolineando a più battute l’importanza della “credibilità“, la strategia elettorale di Renzi mira a conferire al Partito Democratico l’immagine di una forza di sinistra affidabile e di governo, rivendicando i risultati ottenuti in questi anni a Palazzo Chigi. Creare un milione di posti di lavoro in cinque anni e portare la disoccupazione sotto il 9%, misure da dieci miliardi per le famiglie, salario minimo garantito, sconto contributivo strutturale del 50% per i giovani assunti, 80 euro anche alle partite Iva: questi i punti cardine del progetto del Partito Democratico, il cui programma integrale è disponibile cliccando qui. Ecco in sintesi alcuni temi estrapolati dai “cento piccoli passi per l’Italia” di Renzi e i suoi:

  • Tasse: il Partito Democratico continua sulla linea adottata negli ultimi cinque anni promuovendo, quindi, un taglio sulle imposte. La lista di centrosinistra propone la riduzione dal 24 al 22 per cento dell’Ires, la principale tassa sulle società, e la detrazione dell’Imu per professionisti, artigiani e commercianti. Tra le politiche fiscali più importanti, appare la promessa di ridurre il cuneo contributivo, cioè la parte dello stipendio dei lavoratori dipendenti che va a pagare i contributi pensionistici. L’obiettivo è portare il cuneo per i lavoratori a tempo indeterminato dal 33 al 29 per cento. Infine, in uno dei cento punti Renzi promette di estendere il bonus mensile di 80 euro anche alle famiglie e ai lavoratori con partita Iva.
  • Assistenza e pensioni: il Partito Democratico vuole creare un nuovo strumento previdenziale, la “pensione di garanzia”, ovvero una pensione minima da 750 euro al mese per tutti coloro che al compimento dell’età stabilità, avranno maturato almeno 20 anni di contributi. In termine di assistenza, inoltre, il Pd propone di raddoppiare la dotazione di fondi del Rei, il reddito di inclusione, un’importante misura di lotta alla povertà introdotta dal governo Gentiloni.
  • Immigrazione: aumento del contributo da parte dell’Unione Europea nella gestione dei flussi migratori. Secondo il Pd questo obiettivo può venire raggiunto in due vie: modificando il Trattato di Dublino, che impone di esaminare le domande di protezione internazionale nel primo paese europeo dove arrivano i richiedenti asilo, o creando un meccanismo per cui la mancata accoglienza da parte di un altro Paese europeo comporti un taglio dei fondi comunitari.
  • Europa: fermamente schierato a favore della permanenza del Belpaese all’interno dell’Ue, il Partito Democratico mira ad una maggiore integrazione europea, con la creazione di “ministro delle Finanze europeo”, l’introduzione nel Parlamento di seggi “transnazionali”, cioè eletti collettivamente da tutti i cittadini dell’Unione, l’elezione diretta del presidente della Commissione e la creazione di Eurobond, cioè titoli di debito garantiti collettivamente dall’Unione. La lista di Renzi propone anche di rafforzare l’aspetto sociale dell’attuale Unione, un vecchio obiettivo dei partiti socialdemocratici, per esempio tramite l’introduzione di un sussidio di disoccupazione raccolto e distribuito a livello europeo.
  • Scuola: avvicinare sempre più gli istituti scolastici alla realtà lavorativa, puntando sull’alternanza scuola-lavoro, questa la strategia adottata dai dem per ovviare alcuni dei problemi del sistema scolastico italiano. Per raggiungere questo obiettivo, Renzi promette di aumentare il numero degli iscritti agli istituti tecnici di formazione, portandoli a centomila dagli attuali novemila.
  • Sicurezza: nel programma del Partito Democratico viene proposta l’assunzione e la formazione di 10 mila nuovi agenti di polizia, carabinieri, agenti della guardia di finanza e vigili del fuoco, oltre a finanziare l’installazione di 50 mila nuove telecamere in tutto il territorio nazionale. In generale, Renzi vorrebbe poter chiedere all’Unione Europea l’eliminazione dai parametri fiscali della spesa per “cultura” e per sicurezza, in modo da poter finanziare in deficit queste spese, senza tenere conto dei vincoli di bilancio.

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