Elezioni Politiche 2018, il programma di 10 Volte Meglio

Il programma di 10 Volte Meglio alle prossime elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018

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Il partito

Rendere l’Italia un Paese dieci volte migliore in dieci anni, sfruttando le competenze dei propri candidati. È il fine ultimo di “10 Volte Meglio”, che già nel nome rivela le proprie intenzioni. Un movimento di ispirazione liberale fondato la scorsa estate da Andrea Dusi, un imprenditore veronese, e che guarda con ammirazione a realtà spagnole come Ciudadanos e Podemos, ponendosi lontano dalla filosofia del Movimento 5 Stelle. Tra le sue fila startuppers, manager, professori, esperti di web, comunicazione e informatica come Stefano Benedikter, Gian Luca Comandini, Cristina Pozzi, Emilia Garito. La lista ha raccolto 28 mila firme in poco più di un mese ed è riuscita a presentarsi alle elezioni politiche in 10 Regioni su 20 e solo alla Camera: per entrare in Parlamento dovrà quindi superare una soglia di sbarramento del 6%, anziché del 3%. Il vero obiettivo del gruppo politico paiono essere le elezioni europee del 2019.

Il programma

Ispirandosi alla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, datata 1776, il programma presentato da 10 Volte Meglio mette al primo posto la “ricerca della felicità”: «Non si tratta di un’enunciazione di principio, ma di un elemento centrale della nostra azione e dei nostri valori», scrivono. I capisaldi evidenziati dal programma (che è consultabile integralmente cliccando qui) sono invece imprese, innovazione, educazione e turismo. In sintesi:

  • Ricerca della felicità: diritto alla ricerca della felicità come linea guida della politica e di uno Stato amico dei cittadini; persone al centro, con revisione delle politiche sociali per donne, terza età, disabili, Millennials, Generazione Z; rafforzamento del lavoro agile;sostegno della genitorialità e della famiglia; creazione di lavori innovativi e nuovi posti di lavoro; programmi di educazione e formazione nei confronti dei giovani Neet, degli over 50 e di tutte le categorie di lavoratori disoccupati; principio fondamentale è che la maggiore diversità corrisponde a una maggiore ricchezza.
  • Occupazione e imprese: creazione di tre milioni di posti di lavoro qualificati in poco più di cinque anni: 300 mila grazie a politiche ambientali ed energetiche, 750 mila con tecnologie emergenti, 1 milione e 500 mila nel turismo, 450 mila rivitalizzando i settori tradizionali; rilancio dell’edilizia tramite un piano casa con esenzioni fiscali importanti per chi segue leggi più stringenti sul risparmio energetico; creazione di una banca dell’indice di fabbricabilità per la regolamentazione delle nuove costruzioni; semplificazione e riduzione della normativa del lavoro; eliminazione della distinzione tra lavoro pubblico e privato in termini di contratti applicati e normativa di regolamentazione; superamento della distinzione tra lavoro dipendente e lavoro autonomo; abolizione delle partite Iva al di sotto di 80 mila euro di fatturato.
  • Tecnologia, innovazione e ricerca: creazione di zone “tax free”, con aliquota delle imposte dirette al 5% per dieci anni e al 20% per gli anni successivi; per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, per dieci anni l’azienda sosterrà un costo per i dipendenti pari al solo stipendio lordo; programma di incentivazione alla crescita in settori tecnologici come nanotecnologie, genetica e biotecnologie, robotica e intelligenza artificiale, mobilità elettrica intelligente, agritech e agrifood, blockchain IoT (Internet of Things), realtà virtuale e aumentata; aumento degli investimenti italiani in ricerca al 3% fissato dal trattato di Lisbona.
  • Educazione: rafforzamento delle materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), coding e robotica, inglese, filosofia e pensiero laterale, educazione artistica e musicale, imprenditorialità, innovazione e sostenibilità dalle scuole medie, educazione alla cittadinanza, sport, volontariato; durata più breve dei periodi di vacanza; valutazione a fine ciclo degli studenti con criteri oggettivi; durata della scuola secondaria di secondo grado contratta in un percorso di 4 anni; per l’università, superamento della didattica esclusivamente frontale, interdisciplinarità, problem based learning e gruppi tutoriali.
  • Turismo: raddoppio del giro d’affari in 10 anni; semplificazione burocrazia; digitalizzazione e catalogazione dell’offerta; definizione di cluster tematici indipendenti dai confini amministrativi; creazione di un Ministero che unisca il Turismo e l’Agenda digitale; sviluppo di vere e proprie smart destination e di un’identità digitale con qr code; evoluzione del concetto di card del turista nazionale, per accesso univoco a tutti i servizi di trasporto, check-in alberghiero e ingresso a musei ed eventi; ticket di soggiorno come status di cittadino temporaneo, corredato di sconti sui servizi e coupon.
  • Ambiente, energia e trasporti: accelerare la conversione dalla produzione di energia fossile a quella rinnovabile; trasferire il trasporto merci da gomma a ferro; utilizzo di energia da fonti rinnovabili dal 18% attuale al 50% entro il 2030; innalzamento dell’incidenza di auto elettriche e ibride su parco auto circolante dal 1% attuale al 20% entro il 2030; riduzione della produzione di rifiuti pro capite e della produzione di rifiuti in termini assoluti del 30% entro il 2030; aumento dei volumi della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani dal 50% attuale al 90% entro il 2030; azzeramento del tasso di consumo del suolo entro il 2030; incremento delle aree verdi urbane del 30% entro il 2030; creazione di 300 mila posti di lavoro in 5 anni grazie a politiche ambientali ed energetiche.
  • Europa e Unione Europea: unificazione del sistema universitario tra i diversi Paesi europei; eliminazione del valore legale del titolo di studio (dove esiste); incentivi alla circolazione di studenti e docenti; successivamente, unificazione del sistema d’istruzione delle scuole superiori; risorse dei Fondi Europei da indirizzare a operazioni di ricostruzione ambientale e sociale, affidando un ruolo decisivo all’imprenditoria sociale e alle organizzazioni del terzo settore; sviluppo di una nuova visione-guida per l’Unione, in cui l’Italia deve abbandonare un ruolo subalterno e rivendicativo; mantenere e rafforzare il ruolo indipendente della Bce; a livello sportivo, creazione di campionati professionistici europei; costituzione di un sistema europeo di difesa militare.

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