Due Carrare, sindacati e Comune uniti contro la chiusura della Lag

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Foto dell'incontro tra sindacati e lavoratori in Sala Consiliare
(Foto dell’incontro tra sindacati e lavoratori in Sala Consiliare)

Sono 39 i lavoratori della Lag di Due Carrare, azienda di panificati con sede in via Conselvana 49, che rischiano di perdere il posto di lavoro in seguito alle scelte strategiche dell’azienda belga Vandemoortele, il più grande gruppo europeo del settore.

La Vandemoortele, multinazionale con un fatturato superiore ai 13 miliardi di euro, oltre 50 stabilimenti in Europa e 5000 dipendenti, aveva acquisito l’azienda carrarese nel gennaio 2015, assicurando lavoro e progetti industriali precisi. La notizia arrivata ieri a Ravenna, all’incontro tra i vertici aziendali e i sindacati, è invece di tutt’altro avviso. Il colosso belga ha annunciato che, sull’onda dell’evoluzione rapida del mercato, intende chiudere il sito di Due Carrare, investire 10 milioni di euro nello stabilimento di Ravenna e rifiutare qualsiasi assunzione. «Gli amministratori delegati, nonostante le nostre sollecitazioni a non ragionare solo in termini di mercato ma anche in termini sociali, di persone, di qualità della vita, sono stati di una asetticità chirurgica» spiega Andrea Gambillara, segretario generale della Flai-Cgil di Padova.

L’azienda belga vuole investire nel sito romagnolo creando una linea automatizzata che, senza incrementare alcun posto di lavoro, fornisca prodotti base come le baguette congelate. Se, al contrario, si decidesse di spostare l’investimento dei 10 milioni a Due Carrare, tale soluzione non sarebbe sgradita neppure per i ravennati, poiché voler apportare nel sito romagnolo una quarta linea produttiva, mantenendo lo stesso personale, significherebbe sovraccaricare dei dipendenti che operano già a ciclo continuo rinunciando ai riposi e alle malattie. Tale piano industriale metterebbe quindi a rischio anche il futuro degli stabilimenti di Ravenna e di Genova, che hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione di gruppo con blocco degli straordinari da parte di tutti i 298 lavoratori; stato di agitazione che a Due Carrare è già in atto da giovedì scorso.

I SINDACATI. «Come organizzazioni sindacali – prosegue Gambillara – intendiamo mantenere la nostra posizione di rifiuto, entrare in campo in maniera coordinata con gli altri siti, coinvolgere le amministrazioni comunali, gli uffici provinciali del lavoro e la Regione per salvaguardare i lavoratori e ostacolare la diffusione di una logica pericolosissima di acquisto e di sfruttamento». Gli fa eco Nicola Storti, segretario generale Uila-Uil di Padova: «Può sembrare una classica situazione di crisi nella quale un’azienda in difficoltà economiche chiude ma non è così, la filiera della baguette è in aumento. Questa è una crisi anomala che ha una valenza politica molto forte». E prosegue: «Questo gruppo belga ha acquisito il marchio italiano Agritech, di grande valore a livello mondiale, ed ora vuole utilizzarlo senza tener conto della responsabilità sociale che ricopre e senza tentare alcun approccio risolutivo ai problemi».

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. Il sindaco Davide Moro si è detto favorevole a questa sinergia tra le varie parti in gioco accogliendo la proposta del vicesindaco Andrea Rosina di adottare un documento comune che, al di là del colore politico, sia firmato dai sindacati e da tutti i consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, da indirizzare in Regione. Tale documento verrà siglato in occasione del consiglio comunale previsto per domani alle ore 20.30 in Sala Consiliare a Due Carrare.

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