Droghe leggere, legalizzarle conviene: ecco perché

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Rendere legale la vendita delle droghe leggere sarebbe, almeno economicamente, una manna dal cielo per il nostro Paese. A dirlo uno studio realizzato da Ferdinando Ofria e Piero David, docenti di Politica economica all’Università di Messina, ripreso dal settimanale l’Espresso. Secondo i due professori, da un’eventuale liberalizzazione le casse pubbliche ricaverebbero dai 5,8 agli 8,5 miliardi di euro l’anno.

La cifra si raggiungerebbe attraverso due vie, in primo luogo attraverso la tassazione. Facendo infatti riferimento alla quantità di cannabis consumata in Italia nel 2011 in base alle rilevazioni di Aqua Drugs, un progetto del dipartimento Politiche Antidroga, moltiplicando questa quantità per il prezzo di mercato della marijuana e applicando la stessa imposta oggi prevista sui tabacchi (pari cioè al 75% del prezzo di vendita), le entrate fiscali si attesterebbero tra i 5,2 e i 7,9 miliardi di euro annui. Niente male, ma non è tutto. A questo fiume di denaro vanno aggiunti i 574 milioni risparmiati dalla fine delle attività di repressione: la legalizzazione avrebbe come conseguenza la diminuzione degli arresti, dei procedimenti giudiziari e delle spese carcerarie. A chi obietta che tutto ciò potrebbe tradursi in una crescita dell’insicurezza, l’indagine di Ofria e David risponde citando il caso del Colorado, primo Stato Usa a scegliere questa via. Qui nel 2014, anno della liberalizzazione, per la prima volta i furti sono calati. Come se la possibilità di procurarsi facilmente (e a basso prezzo, grazie alla concorrenza) la droga avesse posto un freno ai peggiori istinti predatori.

Certo, l’idea di agevolare il consumo di stupefacenti potrebbe comunque far storcere il naso. Ma i dati dimostrano che il proibizionismo non funziona. La stessa Direzione Nazionale Antimafia afferma che nel 2014 in Italia sono stati venduti tra il milione e mezzo e i tre milioni di chili di cannabis, una quantità che in linea teorica consentirebbe a ciascun cittadino, vecchi e bambini compresi, un consumo di circa 25/50 grammi all’anno. Reprimere, insomma, oltre a costare parecchio, serve a poco, chi vuole drogarsi il modo lo trova. E’ forse più proficuo, oltre che meno ipocrita, legalizzare le sostanze leggere, investendo una parte dei guadagni nella messa a punto di serie campagne di informazione e prevenzione.

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