Consiglio comunale a Monselice, il sottopasso s’ha da fare

364
municipio-3
Palazzo Tortorini sede della sala consigliare.

Seduta partecipata e, come ormai di consueto, accesa e all’insegna dello scontro politico quella tenutasi lo scorso giovedì. Ad animare il pubblico il comitato trentacinquezeroquarantatre di Monticelli presente per assistere al punto focale della discussione, la mozione presentata dall’opposizione sul progetto per il nuovo sottopasso a servizio della frazione. Un progetto preliminare presentato nel 2012 ma mai finanziato che ora tornerebbe più che mai necessario con il rischio preannunciato della chiusura del passaggio a livello, situazione che isolerebbe quasi completamente la frazione, occludendo di fatto anche l’accesso ad Arquà Petrarca. Un progetto per il quale i gruppi di Pd, M5S e Monselice Riparte chiedevano all’amministrazione d’impegnare a bilancio la quota prevista per la sovvenzione e di proseguire negli accordi già intrapresi con gli altri enti così da favorire l’avanzamento dell’iter. “Senza fondi l’opera non si fa, e i soldi non ci sono” la risposta sostanziale del sindaco, che dal canto suo ha chiesto d’impegnare la quarta commissione, allargata a 9 membri del consiglio, al fine di trovare una soluzione che possa sbloccare l’altrimenti irrimediabile stallo. Nonostante l’apparente unanimità nel ribadire l’importanza dell’opera dure le repliche delle opposizioni, con l’M5S che non sente ragioni e attacca: “Governate da 16 anni e non avete risolto il problema; non ci sono più scuse. I comuni limitrofi da Padova a Rovigo ci sono in qualche modo riusciti tutti, solo Monselice ha ancora questi problemi”. Critico anche Ivis del Pd: “Dovrebbe essere la Regione a farsi carico di un intervento come questo, e il sindaco lo sa benissimo. Cinque milioni sarebbero per un bilancio come quello regionale un finanziamento medio-piccolo.”

Dopo una breve sospensione l’assemblea decide unanime di accettare l’emendamento della maggioranza, che sostanzialmente sposta l’impegno richiesto dalla minoranza, dal lavoro dell’amministrazione a quello della commissione per i Lavori pubblici. In virtù della modifica viene così approvata la mozione con soddisfazione dei diretti interessati che tuttavia speravano in un risultato maggiore e in risposte più precise e rassicuranti.

All’ordine del giorno poi un’altra mozione “piccante”, presentata sempre dalla minoranza, che condannava negli atteggiamenti e nella gestione del consiglio il presidente Gelsi, colpevole di un trattamento, secondo i firmatari, imparziale e non rispettoso dell’istituzione e dei consiglieri stessi. “Il consiglio è diventato un ring, e la colpa è soprattutto vostra !” tuona Lunghi che chiede invano il ritiro della mozione, che in ogni caso viene bocciata.

L’assemblea prosegue con l’approvazione di tre varianti urbanistiche che allo stesso modo non sono passate indenni alle critiche dell’opposizione.

Degna d’ una menzione nel corso della serata anche una mozione d’ordine presentata all’inizio dei lavori dal consigliere Bernardini che ha chiesto al segretario un parere sulla presunta incompatibilità del consigliere Katia Mori, che secondo il pentastellato sarebbe in conflitto d’interesse essendo membro del cda nell’azienda che ha appena avviato un contenzioso con il Comune di Monselice per la questione degli alloggi popolari di via S.Giacomo.

Salva Articolo

Lascia un commento