Codevigo, arriva la delibera che “salva” 600 abitazioni

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(Foto: www.ravennaedintorni.it)
(Foto: www.ravennaedintorni.it)

Il Comune di Codevigo ha finalmente posto la parola fine al gigantesco abuso edilizio, frutto di un equivoco legislativo, che coinvolgeva da 30 anni i territori di Conche, Rosara e Santa Margherita.
Tutto ha avuto inizio con l’entrata vigore della legge n. 431 del 1985, altresì chiamata Legge Galasso, che introdusse a livello normativo specifiche tutele sui beni paesaggistici e ambientali. La norma, la prima a tutelare i beni naturalistici ed ambientali nel territorio italiano, prevedeva che, proprio per quelle aree soggette a tutela, non vi fosse un divieto assoluto di edificazione, ma che fosse comunque necessaria un’approvazione delle soprintendenze. Il problema nacque in relazione alla legge regionale, che aveva introdotto contemporaneamente una legislazione simile, la quale però non prevedeva alcuna autorizzazione da parte del ministero.

La faccenda, seppur nata per l’appunto negli anni ’80, emerse solo nel 2011, quando, in seguito a una richiesta  di autorizzazione da parte dell’Enel per la posa di un impianto fotovoltaico, la soprintendenza casualmente scoprì le inadempienze del Comune. Ne seguì l’apertura di un contenzioso, al termine del quale il Comune si salvò vedendosi riconosciuta la buona fede dal Consiglio di Stato, ma ancora persisteva la questione relativa ai proprietari della casa. La situazione è stata risolta dopo un intenso procedimento, al termine del quale è stata emanata la delibera della giunta comunale avente per oggetto proprio la messa in salvo delle oltre 600 abitazioni.

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