Clamoroso: Este e Monselice verso la fusione?

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(Il Castello Carrarese di Este e il Colle della Rocca di Monselice)
(Il Castello Carrarese di Este e il Colle della Rocca di Monselice, i simboli delle due cittadine)

L’indiscrezione ha del clamoroso: Este e Monselice, i due Comuni più popolosi della Bassa Padovana, starebbero pensando alla fusione. Fantapolitica? A quanto pare no. La notizia è filtrata da ambienti vicini alle due attuali amministrazioni, rispettivamente guidate da Giancarlo Piva e Francesco Lunghi, e pare destinata a causare un terremoto nell’opinione pubblica.

Entrambi i Comuni sono già venuti a contatto con il mondo delle fusioni, senza successo. A Este l’iter referendario con Ospedaletto Euganeo è naufragato a metà gennaio tra i banchi del Consiglio Regionale. Il parlamentino veneto ha rinviato la questione in Commissione, mettendo in stand-by il progetto almeno fino alle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno. Diverso il caso di Monselice: nel 2013 Lunghi aveva invitato sette Comuni limitrofi a unirsi, ricevendo risposta positiva solo da Pernumia. Il sindaco Simonetto aveva dimostrato di voler fare sul serio, rinunciando al possibile maxi-Comune a quattro con Due Carrare, Cartura e San Pietro Viminario per dedicarsi all’accorpamento con Monselice. Ma l’interesse della Giunta monselicense per le fusioni pareva svanito. Invece la “pazza idea” di un super Comune con Este sarebbe partita proprio dalla città della Rocca.

L’opposta fede politica delle due maggioranze – centrosinistra a Este, centrodestra a Monselice – e la storica rivalità tra le due città murate potrebbero passare in secondo piano rispetto ai vantaggi che deriverebbero da un processo di questo tipo. Il nuovo Comune sarebbe il secondo più popoloso della provincia con i suoi 35.263 abitanti, alle spalle della sola Padova, e il tredicesimo del Veneto, dietro ai sette capoluoghi di provincia, a Chioggia, Bassano del Grappa, San Donà di Piave, Schio e Mira. Di conseguenza sulla zona pioverebbero ingenti trasferimenti statali, che per Este-Ospedaletto ammontavano a 18 milioni di euro in 10 anni e in questo caso sarebbero di gran lunga maggiori. A questi andrebbe aggiunta la solita esenzione dal Patto di Stabilità per 5 anni. La fusione darebbe quindi vita a un centro dal peso economico, politico e culturale di primo piano, con l’obiettivo di attirare investimenti e recuperare servizi. Il senso di appartenenza dei cittadini, le identità storiche da mantenere, gli investimenti necessari a uniformare i due enti sarebbero, viceversa, alcune delle criticità di un percorso ancora in fase embrionale ma ricco di insidie.

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