Cinghiali, Benedetti (M5S) contro la Regione: «Serve programmazione»

La deputata pentastellata attacca Palazzo Balbi. «Giunta e assessori vari la smettano di prendere in giro i cittadini. Senza il coinvolgimento di esperti si rischia solo di aggravare l'emergenza»

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ESTE. «Potremmo dire che il proliferare degli ungulati all’interno del Parco Colli è ormai direttamente proporzionale alle sparate sulla stampa della Giunta regionale in merito». Non usa mezzi termini la deputata Silvia Benedetti (M5S), che torna sull’annosa questione legata all’eccessiva presenza di cinghiali nel territorio euganeo e punta il dito contro Palazzo Balbi. «Non si può pensare di arginare e risolvere il problema seriamente se non con una programmazione dettagliata. Ogni settimana ormai l’assessore Corazzari se ne esce annunciando un nuovo provvedimento, ma ad oggi non abbiano neanche la minima idea di quanti ce ne siano. Come può definirsi programmazione questa?» si domanda la parlamentare pentastellata.

Per Benedetti le politiche «approssimative» della Giunta regionale non solo non avrebbero risolto nulla, ma anzi si sarebbero dimostrate controproducenti. «Agire in questo modo potrebbe essere estremamente rischioso e provocare un incremento della diffusione degli animali. Ammesso e non concesso che ciò non sia già avvenuto, proprio in virtù di una scorretta gestione: in base ai dati registrati dallo stesso ente Parco, infatti, dal 2014, periodo concomitante con la fine dell’amministrazione del Parco e con lo scoppio dell’emergenza ungulati, si nota un’inversione delle percentuali di cinghiali catturati. Se fino al 2013 venivano presi più esemplari femmina, negli ultimi tre anni il dato si è nettamente invertito. E se fosse stato proprio questo a causare il notevole proliferare degli ungulati?» Inoltre «cacciare le femmine adulte e anziane determina un’anticipazione del periodo fertile delle più giovani, con il conseguente aumento del numero dei nati già nel primo anno».

Secondo la deputata grillina il coinvolgimento di esperti che valutino l’entità di questi fattori è la base dalla quale partire per la programmazione degli interventi da attuare dei prossimi anni. «Ben vengano corsi e assunzioni per nuovi forestali e selecontrollori ma, finché all’interno del Parco continuerà a mancare un biologo o uno zoologo che li coordini, si correrà il pericolo di fare ancora più danni». Da qui l’affondo rivolto alla Regione. «Giunta e assessori vari la smettano di prendere in giro i cittadini, si adoperino invece con criterio per individuare una figura competente che possa guidare la risoluzione del problema, magari utilizzando quei famosi 200 mila euro che i Colli ancora devono vedere. Solo di seguito si potrà avere un quadro serio della situazione in base al quale agire con catture e abbattimenti per ridurre la popolazione di cinghiali».

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