Chiesa dell’Annunziata, il ripristino degli interni finisce in polemica

Rinviata a data da destinarsi la commissione consiliare che doveva valutare le osservazioni avanzate da Zaramella (Este sicura) in Consiglio comunale: «Sintomo di una difficoltà»

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L’inaugurazione della nuova facciata della chiesa, nell’agosto 2013, con il concerto dell’Amazing Gospel Choir

ESTE. Era l’agosto del 2013 quando venivano terminati i lavori di restauro alla facciata dell’ex chiesa dell’Annunziata, in piazza Trento, nota ai più come “chiesa della Madonnetta”. Un intervento che aveva restituito l’antico splendore all’edificio religioso, risalente al Cinquecento. Ora, l’Amministrazione comunale di Roberta Gallana sta partecipando a un bando di finanziamento promosso dal Gal; in caso di successo, si avrebbero a disposizione i fondi per ricostruire anche i volumi interni della chiesetta. Il progetto è stato approvato da due delibere di Giunta, arrivate rispettivamente il 13 e il 25 luglio scorso.

La mossa non era piaciuta a Carlo Zaramella, consigliere comunale di “Este sicura”, che in occasione dell’ultimo Consiglio comunale del 28 settembre aveva presentato un’interpellanza sull’argomento. Le perplessità dell’esponente di minoranza, che si è detto assolutamente concorde sul proseguimento e completamento degli interventi, riguardavano l’iter – a suo dire poco “partecipativo” – tracciato dall’Amministrazione: «Stiamo parlando di un bene storico-artistico della nostra comunità e sarebbe stato opportuno esporre il progetto alla conoscenza dei cittadini. L’idea di una struttura in vetro e acciaio può essere avvincente, ma riteniamo sarebbe stato corretto aprire un dibattito e ascoltare le diverse opinioni» aveva sottolineato Zaramella.

Il leader di “Este sicura” aveva poi sottolineato un difetto di natura procedurale, relativo all’ente deputato a dare il nullaosta al progetto. La chiesa della Madonnetta è infatti classificata dal Piano del centro storico come edificio specialistico religioso con grado di protezione A1, il più alto grado di tutela di un immobile storico. Il Piano degli interventi, inoltre, la inserisce nella “zona F”, insieme al complesso formato dall’adiacente Palazzo Sartori Borotto, dalle scuole elementari e dal giardino del palazzo; ciò significa che qualsiasi intervento nell’area debba essere oggetto di approvazione del Consiglio comunale. Di conseguenza, «a dare il via libera doveva essere il Consiglio, non la Giunta, in quanto costituisce una variante al Piano regolatore generale. Il progetto presentato al Gal non è coerente con lo strumento urbanistico e quindi non conforme alle caratteristiche del bando» aveva concluso Zaramella, chiedendo l’immediata convocazione della commissione consiliare competente.

Istanza accettata con conseguente convocazione della Terza commissione, arrivata il 5 ottobre, per la settimana successiva, il 12. «A questa ha fatto seguito la mia richiesta di copia di tutta la documentazione progettuale e amministrativa sul tema. Accesso agli atti al quale non è stata data che parziale risposta solo grazie all’interessamento dell’ufficio di risposta». A sorpresa, il 9 ottobre viene comunicato l’annullamento della convocazione e il rinvio a data da destinarsi. «Mi risulta difficile comprendere, dal momento che tutto può mancare tranne il tempo per concordare una nuova data. Si dirà che sono “cose da poco” ma anche questo, a suo modo, è il sintomo di una difficoltà. Il presidente Roberto Valente ha richiesto gli atti a una settimana dal rinvio: mi chiedo se sia possibile convocare una commissione senza avere preventivamente cognizione di ciò che si andrà a presiedere».

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