Centro prelievi, M5S: “Este continua a perdere servizi”

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(Foto: www.newsbiella.it)
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Come a Monselice, la chiusura del centro prelievi scatena anche a Este aspre polemiche. La dismissione del servizio nel vecchio ospedale non piace soprattutto ai grillini, che attraverso un comunicato diffuso nella giornata di ieri criticano con forza la decisione. “Ma davvero a Este più di 16.000 persone rimarranno senza la possibilità di eseguire un prelievo del sangue? Sì secondo la Direzione dell’Ulss con il beneplacito del Sindaco Piva, no secondo il Movimento 5 Stelle locale. E’ nostro parere, infatti, che i servizi alla cittadinanza nulla abbiano a che vedere con l’Ospedale di Schiavonia perché, come ci hanno spiegato tante volte, l’ospedale deve essere dedicato a risolvere eventi acuti. Anche la normativa regionale specifica che tutto ciò che non è acuto deve essere affrontato e offerto sul territorio”.

La predisposizione di un centro prelievi presso la Casa di Riposo Santa Tecla per coloro che hanno difficoltà a raggiungere il “Madre Teresa di Calcutta” non sarebbe la giusta soluzione: secondo il Movimento, infatti, il servizio va erogato in strutture pubbliche, non convenzionate, e l’ex ospedale di via San Fermo è il luogo più idoneo per farlo. “Il Distretto con i suoi infermieri già garantisce prelievi domiciliari per le persone non autosufficienti. Dove sta il problema nel prevedere una riorganizzazione territoriale che, in un ambiente ancora in uso per questo scopo, garantisca l’azione di prelievo e il successivo inoltro al laboratorio di Schiavonia?” Dubbi, invece, sulla possibilità di ritirare i referti medici in alcuni negozi del centro storico. “Crediamo sul serio che questo incrementi il commercio in centro storico?” Piuttosto, incalzano i pentastellati, “non servono geni per capire che Este è sempre meno servita, che i servizi sanitari sono una cosa seria e sono invece trattati con superficialità e sufficienza”. In chiusura il Movimento 5 Stelle apre al dialogo: “Siamo disponibili a fornire proposte concrete e a confrontarci con l’Amministrazione comunale e anche con l’Ulss in difesa dei cittadini estensi”.

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