Centro commerciale, Deda replica ad Ascom: «Opposizione al progetto è strumentale»

L'ad Rodolfo Cetera: «L'ipermercato porterà in un’area oggi marginale investimenti, opportunità e nuovi posti di lavoro»

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DUE CARRARE. «Anziché rincorrere Franceschini sul Catajo, Patrizio Bertin farebbe meglio a riflettere sull’inefficacia delle politiche di Ascom di questi anni». Non si fa attendere la reazione dell’amministratore delegato di Deda Rodolfo Cetera, che commenta così le ultime iniziative del presidente di Ascom Padova. Nei giorni scorsi Bertin aveva sottoposto al ministro dei Beni culturali, giunto nella città del Santo per inaugurare la nuova illuminazione della Cappella degli Scrovegni, la delicata questione relativa al progetto del maxi centro commerciale previsto a Due Carrare, progetto contro cui Ascom, assieme a numerose realtà della zona, ha intrapreso una dura battaglia. Deda è la società padovana di sviluppo immobiliare promotrice dell’investimento.

«L’improvvisa passione per il castello è quanto meno strumentale, ma Bertin può stare tranquillo. Il nostro progetto è al 100% fuori dal cono di visuale del Catajo, a più di 900 metri dallo stesso e dal Parco Colli, e non offenderà il senso estetico di nessuno, anzi» attacca Cetera. «Il nostro lifestyle center, di cui tanto discute l’Ascom, è in un altro Comune rispetto al castello, e l’unico manufatto preesistente che ha nelle vicinanze è il casello autostradale di Terme Euganee, che non ci risulta essere vincolato». Secondo l’amministratore delegato «Bertin parla della chiusura di centinaia di negozi, che manco esistono nel raggio del Comune di Due Carrare e dei Comuni limitrofi. Agita un fantasma per non prendere atto di quanto è successo a Mestre e Venezia». Dove, spiega Cetera, a dispetto delle nefaste previsioni, l’apertura de la “Nave de vero” non avrebbe provocato nessun crollo delle nuove aperture di piccoli esercizi commerciali, che da inizio anno sarebbero state ben 338.

«La verità è che Bertin continua a far finta di ignorare che la crisi del piccolo commercio è in essere da anni e che le politiche di Ascom per combatterla si sono rivelate quantomeno inefficaci. Il nostro progetto rivitalizzerà proprio il tessuto dei piccoli commercianti locali, sia perché molti di loro potranno scegliere di aprire con agevolazioni propri negozi all’interno della nostra struttura, sia perché attirerà nella zona un numero di visitatori nuovo e consistente» afferma l’amministratore delegato di Deda. «Con il suo atteggiamento pregiudizialmente contrario Bertin non sta facendo un favore né ai suoi associati, né al territorio: l’interesse della collettività è di sostenere questo progetto, che porta in un’area oggi marginale investimenti, opportunità e nuovi posti di lavoro».

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