Businaro: «Polesine Acque ha 63 milioni di debiti, no alla fusione con Cvs»

Il sindaco di Carceri si schiera contro la fusione tra le due società di gestione del servizio idrico integrato: «Le perdite vengono sempre ripianate dalle tasche dei cittadini». Anche la Corte dei Conti chiede di valutare con attenzione l'operazione

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CARCERI. Un “no” secco al progetto di fusione tra il Cvs – Centro Veneto Servizi e Polesine Acque, società di gestione del servizio idrico integrato rispettivamente nella Bassa Padovana e nel Rodigino. È quello avanzato dal sindaco di Carceri Tiberio Businaro, dopo aver preso visione della deliberazione n. 111 della Sezione Regionale di Controllo per il Veneto della Corte dei Conti, depositata lo scorso 20 febbraio. «Dalla rendicontazione degli esercizi finanziari 2013-2014, emerge un indebitamento maturato da Polesine Acque di 65 milioni e 271 mila euro al 31 dicembre 2013, in diminuzione nel 2014, a 63 milioni e 214 mila euro» attacca il primo cittadino. Il debito, maturato dalla società nei confronti dei Comuni soci del Rodigino, è oggetto di un piano di rientro di nove anni, fino al 2026.

«Con la fusione per incorporazione, in base alle norme del codice civile, il Cvs subentra in questi rapporti, anche anteriori alla fusione, incorporando molti debiti e pochi crediti e dunque ancor meno patrimonio, visto che le reti dell’acqua sono dei Comuni soci. Mi domando come tutto questo non sia ancora emerso all’evidenza. Vista l’accertata difficoltà della società di far fronte regolarmente ai propri crediti, comprendo perché i Comuni soci di Polesine Acque siano così contenti della fusione per incorporazione» attacca Businaro, che ha votato in maniera contraria allo studio di fattibilità, in quanto «ho sempre ritenuto indispensabile il passaggio preventivo nei Consigli comunali, non dopo la conclusione degli iter amministrativi. La legge Madia sulla trasparenza imporrebbe che anche i cittadini, che pagano le bollette, si esprimessero su questa scelta e sul perché dell’impossibilità di alternative percorribili».

In effetti la delibera della Corte dei Conti è piuttosto cauta su eventuali operazioni finanziarie che vadano a coinvolgere Polesine Acque, tanto da invitare “l’amministrazione di Rovigo, attese le criticità rilevate in parte motiva in relazione alla gestione della partecipazione in Polesine Acque… a valutare attentamente le future scelte di governance e di gestione”. «Mi sembra che in questo momento storico di grande difficoltà socio-economica e di imminente pericolo sanitario di inquinamento da Pfas, sia più opportuno investire e garantire l’esistente, con un miglioramento della qualità dell’acqua, piuttosto che intraprendere operazioni dagli esiti incerti. Questa operazione economica fa acqua da tutte le parti e, come ben sanno i cittadini, le perdite vengono ripianate sempre dalle loro tasche» chiude Businaro.

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