Benedetti (M5S): «Un’interrogazione per conoscere il destino del monte Venda»

La parlamentare pentastellata chiede di sapere quali sono i piani per il recupero del sito militare, attualmente in stato di abbandono: «Strapparlo a degrado e mire speculative»

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ROMA. «Chiediamo ai ministri competenti quali siano i piani sull’area dell’ex base del monte Venda, per la sua bonifica e la riqualificazione paesaggistica e ambientale». È quanto formalmente richiede l’interrogazione depositata alla Camera dei deputati dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle Silvia Benedetti. Sulla propria sommità e al proprio interno, dal 1955 al 1998, la cima più alta dei Colli Euganei ha ospitato il centro operativo della base militare 1° Roc. Il sito, attualmente in stato di abbandono, è di proprietà del Demanio del Ministero della Difesa e dell’Aeronautica militare.

«Confrontandoci anche con alcuni esponenti delle associazioni del Parco Regionale dei Colli Euganei abbiamo voluto impegnare l’esecutivo a fornire prima della fine della legislatura indicazioni in merito a eventuali progetti per recuperare l’area esterna dell’ex base, qualora ve ne siano» spiega Benedetti. «Quel luogo abbandonato rappresenta una ferita aperta da ormai quasi vent’anni nel cuore del Parco, in uno dei luoghi più frequentati». L’interrogazione vuole rilanciare «la necessità di dare una nuova vocazione a quegli spazi, strappandoli al degrado e anche a possibili mire speculative».

L’ex base è tornata agli onori della cronaca di recente, dopo la condanna a due anni per omicidio colposo rifilata all’ex direttore generale della sanità militare Agostino Di Donna. Lo scorso 2 novembre il Tribunale di Padova ha difatti riconosciuto per la prima volta il nesso causale tra l’esposizione al gas radon nelle gallerie sotterranee e il tumore al polmone che ha colpito tre militari, uccidendone due (ma le morti premature direttamente collegabili sarebbero almeno un centinaio). La sentenza ha condannato in solido al pagamento del risarcimento delle vittime anche il Ministero. «Assieme ai colleghi Basilio e Rizzo della commissione Difesa abbiamo inoltre chiesto quali iniziative e protocolli s’intendano assumere, o si stiano già assumendo, nei confronti di coloro che hanno lavorato all’interno del sito» conclude Benedetti.

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