"Bassa Padovana, un territorio dimenticato da Dio" – intervista a Giulia Narduolo, deputata PD

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NOGARA-MARE
Accesa polemica quella che in questi mesi ha visto come protagonista la nuova Strada Regionale 10. Questa volta Il problema riguarda il rischio, per tutti gli abitanti della Bassa Padovana, di dover pagare il ticket per poter circolare nel nuovo tratto della SR 10.
I cittadini e le organizzazioni democratiche del montagnanese e monselicense sono insorti contro l’assurda possibilitá di un pedaggio, definendo un progetto volto a raccogliere le firme e i dissensi di tutta la popolazione della Bassa Padovana. Perché noi cittadini dovremmo pagare per transitare su una strada che tra l’altro ci collegherá al nuovo polo medico di Schiavonia? Bisognerà pagare ogni qualvolta avremo bisogno di raggiungere l’ospedale? Dove andrebbero convogliati i proventi di tale assurda decisione? A tal proposito Estensione ha deciso di rivolgere queste domande all’Onorevole Giulia Narduolo, impegnata in questa battaglia a difesa dei cittadini della Bassa Padovana.
Salve, vorrei iniziare chiedendole quello che tutti i cittadini vogliono sapere: perché la strada SR 10 dovrebbe diventare a pagamento? Se non sbaglio inizialmente era stato dichiarato da Chisso, assessore regionale alle politiche della mobilità, che la nuova arteria sarebbe stata gratuita senza limiti di tempo, mentre ora scopriamo che i cittadini residenti saranno esenti dal pagamento – se avverrà – per soli due anni. Inoltre, dove sarebbero convogliati i proventi derivanti dal pagamento della Sr 10?
Giulia Narduolo: “La motivazione per cui il tratto della nuova Strada Regionale 10 dovrebbe diventare a pagamento è molto semplice: non sarà costruita dal pubblico, bensì dal privato, con il sistema del project financing (conosciuto anche come finanza di progetto). Questo perché la Regione ha detto di non avere i soldi necessari per completare un’infrastruttura viaria che è attesa da 30 e forse più anni, e quindi è stato chiesto ai privati di investire in un’opera pubblica, perciò dovranno essere ripagati per il loro esborso.
Qualche settimana fa ho potuto leggere nella sua pagina Facebook un post che riguardava la distribuzione di cartoline in alcuni comuni della Bassa Padovana contro il pedaggio. In cosa consiste l’iniziativa e quali sono stati i risultati ottenuti fino ad ora?
G.N : “[..]Abbiamo voluto organizzare una campagna informativa per spiegare ai cittadini i termini della questione, da qui nasce la cartolina col simbolo del PD che abbiamo iniziato a distribuire da fine gennaio. La cartolina è indirizzata al presidente Zaia e all’assessore Chisso e si ringraziano ironicamente i consiglieri regionali provenienti dalla bassa padovana (Bozza, ex Lega Nord; Cortelazzo, ex PDL; Lazzarini, Lega Nord) perché non hanno vigilato e non sono intervenuti per scongiurare il pagamento del pedaggio. L’obiettivo è distribuire quante più cartoline e raccoglierle firmate dai cittadini per poi consegnarle  direttamente ai destinatari, con la richiesta di attivarsi per fare in modo che i cittadini non debbano pagare come un’autostrada una strada che a malapena assomiglia a una superstrada.
In che modo possiamo attivarci noi cittadini per cercare di fermare ciò che a mio parere è un’assurdità?
G.N:I cittadini devono essere prima di tutto informati. Fortunatamente, la notizia ha avuto molto spazio sui giornali locali ed è corsa rapidamente su internet. Bisogna tenere alta l’attenzione, quindi anche il lavoro di Estensione in questo senso è di grande aiuto. I sindaci devono tornare a farsi sentire, ma tutti insieme, compattamente, e i loro cittadini potrebbero spronarli a proseguire la battaglia. Da parte nostra continueremo a diffondere le cartoline e tutti coloro che vorranno firmarle e aiutarci a distribuirle il più capillarmente possibile possono contattarci e gliele faremo avere.”
Nel caso in cui non si riuscisse a vincere questa “battaglia” cosa accadrebbe? Si potrebbe trovare un’accordo?
G.N:Nel malaugurato caso in cui non si dovessero trovare soluzioni alternative, la popolazione dovrà pagare il pedaggio, e solo una minima parte sarà esentata per soli due anni. La Regione avrebbe avanzato una proposta, che però sembra molto debole: valutare di destinare il 50% degli utili ricavati annualmente dal pagamento del pedaggio ad allungare o estendere l’esenzione a più cittadini. Perché dico che mi sembra debole ? Innanzitutto perché non abbiamo idea di quale sia il piano finanziario che le ditte che hanno vinto l’appalto per la costruzione e la concessione della Strada Regionale 10 fino al 2038 hanno predisposto[..]. Ipotizzare oggi che ci saranno utili e quanti saranno sembra quasi una predizione da sfera di cristallo. Il mio timore è che se il pedaggio dovesse partire, per evitarlo, gli automobilisti si riverserebbero sulla vecchia SR10 e sulla viabilità secondaria, provocando così un congestionamento che si vuole evitare proprio con la costruzione della nuova strada. In questo modo, oltre a non esserci utili, il project financing non reggerebbe. Un’eventuale proposta potrebbe essere allungare la concessione, così le ditte avrebbero più tempo per recuperare i soldi. Il tutto però, bisogna dirlo, è stato gestito male fin dall’inizio dalla Regione, che non ha voluto investire un euro a favore, sebbene le infrastrutture che dovrebbero collegare la Bassa Padovana con Padova e le altre province siano scarse e poco efficienti (e oltre alla SR10, penso alla Valdastico sud, alla ferrovia e anche alla banda larga). E nemmeno in sede di redazione del capitolato di gara sembra sia stata posta più di tanta attenzione alla sostenibilità finanziaria del progetto, quasi che i cittadini della Bassa Padovana siano cittadini di serie B. Cosa che non è, ed è per questo che fin dove sarà possibile bisognerà far sentire la nostra voce.”
Per chi volesse esprimere il proprio dissenso e ricevere la cartolina da firmare e spedire al’assessore Chisso e al presidente Zaia non deve far altro che scrivere a questo indirizzo [email protected].
Eleonora Zerbetto

2 Commenti

  1. Cantieri non se ne vedono … Dovevano iniziare entro i primi mesi del 2014 … Finirà nel dimenticatoio per 30 anni come il tratto precedente? Possibile che in Italia per fare una strada occorrano decine e decine di anni per poi dover ripensare il progetto perché obsoleto?

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