Baone, la minoranza apre a possibili fusioni: «Non ci sono altre prospettive»

"Insieme per Baone" ricorda l'inefficienza dell'Unione dei Colli con Arquà Petrarca e Cinto Euganeo: «Non conviene più a nessuno lasciare le cose come stanno»

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BAONE. Lipotesi formulata dal sindaco di Este Roberta Gallana, relativa alla possibile fusione tra il Comune atestino e il “vicino di casa” collinare, non si era rivelata particolarmente gradita al primo cittadino di Baone, Luciano Zampieri, che l’aveva bollata come «un’iniziativa assolutamente unilaterale, non essendoci stato, finora, alcun confronto tra le due amministrazioni su questo argomento». Un inizio non proprio da ricordare. La notizia ha presto fatto il giro dei due paesi, riportando al centro del dibattito il tema delle aggregazioni tra Comuni.

Sull’argomento è intervenuta la lista civica “Insieme per Baone“, che in Consiglio rappresenta la minoranza: «L’ipotesi di fusione ha gettato luce su un problema già ampiamente noto e affrontato nei Consigli comunali di Baone: l’estrema difficoltà d’azione e movimento per un Comune così piccolo, privo di risorse e senza prospettive di miglioramento nel breve e medio periodo». Dal gennaio 2015 i Comuni di Baone, Arquà Petrarca e Cinto Euganeo hanno associato le funzioni fondamentali e hanno dato vita all’Unione dei Comuni Colli Euganei: un’operazione che avrebbe dovuto portare maggiori benefici e minori costi. «Oggi ci ritroviamo con un’entità amministrativa che per poco più di 7.000 abitanti è costretta a mantenere tre sedi municipali, a redigere quattro bilanci – uno per l’Unione e uno per ciascun Comune -, gestire servizi scolastici che appartengono a tre diversi istituti comprensivi – Baone a Este, Arquà a Monselice, Cinto a Lozzo -, con dipendenti e dirigenti costretti a operare quotidianamente con tre diversi regolamenti comunali».

Ecco perché, secondo la lista, rappresentata in Consiglio da Emiliano Magarotto, Paolo Bottaro, Alessandro Greggio e Giovanna Bonato, è necessario «avviare quanto prima una riflessione sul futuro amministrativo del nostro territorio, immaginare e studiare delle prospettive di associazione, fusione e riassetto dell’amministrazione locale che vadano a reale vantaggio dei cittadini». Cittadini che «devono essere i primi protagonisti di questo dibattito», non elementi da ignorare o da coinvolgere «solo al momento di un referendum». Occorre quindi riflettere ma anche agire in fretta, «prima che qualche legge o decreto arrivi da Roma o Venezia ad imporci accorpamenti o fusioni studiate solo sulla carta e non ottimali per la cittadinanza».

Per “Insieme per Baone” la vera sfida amministrativa riguarderà la capacità di «saper preservare l’identità locale di paesi e borghi che verranno a perdere la sede municipale» e di «garantire una partecipazione attiva e rappresentativa di tutte le componenti dei territori eventualmente accorpati. Informiamoci, discutiamone, facciamo ipotesi, purché sia chiaro che non conviene più a nessuno “lasciare tutto così com’è”».

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