sabato 4 Aprile 2020
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Amministrative 2014: tutti i risultati dei Comuni nella Bassa Padovana, tra conferme e risultati inattesi

amminAll’ombra mediatica del successo di Renzi e delle diatribe politiche nella formazione del nuovo Parlamento europeo, si ufficializzano i primi risultati anche sui territori, con il primo turno delle Amministrative archiviato, anch’esso non facendo mancare sorprese e profonde riflessioni.
Sono 25 i Comuni che, nella Bassa Padovana, hanno votato per il rinnovo di Amministrazione e Consiglio comunali, da Vighizzolo, il più piccolo, con 803 elettori, a Monselice, il più grande, con oltre 14.000 elettori, l’unico nel quale occorrerà aspettare il secondo turno per avere il nome del nuovo sindaco.
Nel Montagnanese due conferme e quattro nuove amministrazioni: 
A Megliadino S.Fidenzio confermata Bordin (cdx) con il 36%, a Urbana Balbo (cdx) con il 61%. Un sindaco donna anche per Megliadino S.Vitale dove Silvia Mizzon s’impone con il 36%, mentre a Piacenza d’Adige il nuovo sindaco è Primo Magri con il 57%; cambiano le amministrazioni anche a Saletto con Sigolotto (csx) al 62% e a Casale di Scodosia, che dopo oltre 20 anni torna al centrosinistra con Farinazzo al 42%, in seguito anche alle dimissioni choc di Modenese che, pochi mesi fa, abbandonò la carica di primo cittadino, perché “soffocato” dai vincoli del patto di stabilità.
Molte le amministrazioni rielette nella zona atestina con la riconferma del sindaco uscente, o con la continuità della lista vincente:
Secondo mandato per Trevisan (44%) a Cinto Euganeo , per Parolo (53%) a Ponso, per Oppio (55%) a Villa Estense e per Businaro (67%) a Carceri. Continuità anche a Sant’Elena dove per la quarta volta vince la lista a sostegno di Barbetta (54% al secondo mandato) e a Baone, dove Zampieri s’impone col 46% dando seguito di fatto alle precedenti amministrazioni di Francesco Corso e Antonella Buson, in carica dal 1995, sbaragliando la concorrenza di Bottaro (“insieme per Baone”) e di Baldoin (M5S) che per una manciata di voti resta addirittura fuori dal consiglio. Cambio al vertice invece a dove viene eletta sindaco la novizia Vanessa Trevisan col 47%, contro il 36% di Berton, erede del sindaco uscente Martini, e a Vighizzolo d’Este dove Andrea Vanni s’impone col 68%.
Nell’area tra Monselice e Conselve numerosi risultati inaspettati, ma altrettante riconferme:
Ad Arre vi è quasi un “plebiscito” dell’era moderna, con l’ex vice sindaco Sturaro, unico candidato sulla scheda, che prende il 100% ma raggiungendo appena la soglia del 50%+1 degli aventi diritto; a Bagnoli di Sopra Milan intercettando voti in maniera trasversale raggiunge il 67% ribaltando l’esito della scorsa tornata, mentre a Battaglia il centrosinistra torna ad amministrare dopo 15 anni con Momolo che con una civica supportata dal Partito democratico raggiunge il 57% sconfiggendo Donà (“insieme per Battaglia Terme”, cdx) e Rigo (lista civica “Cambio Rotta”). Torna ad essere di centrosinistra anche Pozzonovo, con Tognin che raggiunge il 53%, mentre un altro risultato inatteso arriva da Stanghella, dove il centrodestra concretizza la necessità di cambiamento con Moscardi (47%).
Tra le conferme, quella indubbiamente più netta è di Callegaro, centrodestra, come primo cittadini di Arquà Petrarca (73%), mentre la più risicata è quella di Argenton a Tribano, rieletto con soli 26 voti in più rispetto a Cavazzano, con Giulia Banzato (M5S) che si ferma al 12%, dietro anche a Bazzarello di “rinnoviamo Tribano” (22%). Al secondo mandato anche Lazzarin (cdx) confermato a Terrassa Padovana con il 59%, mentre ad Agna continua la gestione filo-leghista con Piva (48%), già assessore nel precedente mandato; anche a San Pietro Viminario viene confermata l’amministrazione, con l’elezione di Federcio Curzio (57%) già vice-sindaco dal 2009.
Ballottaggio nell’unico Comune sopra i 15.000 abitanti al voto, Monselice, che l’8 Giugno sarà chiamata a scegliere tra Francesco Corso e Francesco Lunghi, il primo, ex sindaco di Baone già sconfitto nel 2004, alla guida della coalizione di centrosinistra, il secondo, sindaco uscente e già dal 1999 membro della maggioranza, sostenuto da Forza Italia, Ncd, Lega e due liste civiche. Fuori dai giochi l’outsider Bernardini, giovane candidato del M5S, che non va oltre l’11,28% e Natalicchio, candidato dei centristi, che per 23 voti è la terza forza (11,50%). Nettamente staccati Drago con Fratelli d’Italia e una civica (4%) e Perin per i venetisti che non va oltre il 3,23%.
Sebbene si registrino maggiori successi dell’area del centro sinistra, probabilmente in parte dovuti al traino della campagna per l’europee, nella Bassa si conferma un eterogeneità di schieramenti e di risultati che sottolinea come, specialmente nei comuni più piccoli, si viva politicamente una realtà a sé stante, quasi del tutto indipendente dal partito, o movimento che sia, del momento.
Luca Bernardini

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