Agrologic, «nessuna garanzia per la costruzione del nuovo casello»

Centrosinistra preoccupato per i problemi di traffico e per il rischio idrogeologico molto alto. Lunghi: «Lavori conclusi entro due anni. Il terrapieno alto quattro metri? È provvisorio»

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MONSELICE. Il progetto per il nuovo polo agroalimentare Agrologic, complesso da 132 mila metri quadri e 32 metri di altezza che dovrebbe sorgere nella zona compresa tra via Rovigana e via Campestrin, nell’ex zona artigianale commerciale di San Bortolo, e che prevede la realizzazione di un nuovo casello autostradale sull’intersezione tra la nuova variante Sr10 e l’A13, torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare dubbi sulla convenzione stipulata tra l’Amministrazione di Francesco Lunghi e le ditte Aspiag Service Srl e Cervet Srl sono ancora una volta i consiglieri comunali del Partito Democratico, Francesco Corso, Vittorio Ivis, Rino Biscaro e Giorgio Riello di “Monselice Riparte”, con un’interpellanza presentata durante il consiglio comunale di giovedì sera.

In particolare, è l’articolo 7/B della citata convenzione a suscitare le perplessità delle opposizioni. Il punto prevede che le due ditte si accollino la spesa del nuovo casello – preventivata in 12 milioni e mezzo di euro – impegnandosi ad avviarne la costruzione entro 90 giorni dalla definitiva approvazione dell’opera. L’accordo afferma poi (art. 23) che, qualora il secondo casello (o, in via subordinata, la complanare) non sia stato completato al momento della richiesta da parte dei privati dell’agibilità al Comune per il completamento della fase 2 e la fase 3 dei lavori, Cervet e Aspiag saranno obbligate a prestare una fidejussione pari all’importo richiesto dall’intervento.

«Questo significa che i proponenti non sono tenuti a prestare fidejussione già nella fase 1 e nella fase 2 dei lavori, e dunque che il Comune non ha garanzie per l’effettiva realizzazione del casello» chiariscono le minoranze di centrosinistra. «A nostro giudizio, si configura la concreta possibilità che Agrologic, già in possesso del permesso a costruire, svolga a pieno regime la propria attività senza che siano stati risolti i problemi di traffico più volti segnalati (si parla di 800-1.000 mezzi pesanti in più al giorno, ndr). Sembra che l‘interesse pubblico sia stato perso per strada ancora una volta». A preoccupare i consiglieri di opposizione è anche la mappa del rischio idrogeologico del Comune di Monselice, «dove si nota che buona parte dell’area interessata all’edificazione del polo agroalimentare è indicata in rosso», che corrisponde a un rischio molto alto.

A stoppare le critiche ci pensa lo stesso sindaco Francesco Lunghi: «Mercoledì mattina è arrivato l’ok dalla Regione Veneto, mentre già martedì 3 mi recherò a Roma per la stipula della convenzione con Autostrade per l’Italia e il Ministero delle Infrastrutture, che porterà all’avvio della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr). Per il via libera dal Governo ci vorranno indicativamente tra i sei e gli otto mesi, più altri otto per la realizzazione del nuovo casello. Facendo un paio di conti, tra un anno e mezzo, massimo due, i lavori saranno terminati. Sarà la più grande opera viabilistica di Monselice, mi dispiacerebbe non riuscirla a inaugurarla personalmente» si rammarica il primo cittadino, il cui secondo mandato scadrà a metà 2019. In conclusione, una battuta sul terrapieno alto quattro metri già realizzato nell’area del cantiere, che ha causato più di qualche lamentela tra le minoranze: «È provvisorio, i cumuli verranno rimossi dopo dieci settimane».

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