Abano Terme, sarà ballottaggio Barbierato-Boccardo. Centrosinistra avanti di 3 punti

Federico Barbierato (29,94%) ed Emanuele Boccardo (26,53%) si sfideranno nel testa a testa del 25 giugno. Fuori Monica Lazzaretto (14,86%), lo scorso anno sconfitta da Luca Claudio

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ABANO TERME. Nessuna sorpresa: servirà il ballottaggio di domenica 25 giugno per decretare il nuovo sindaco di Abano Terme. A chiudere in testa il primo turno è Federico Barbierato, direttore generale (autosospesosi) di Ascom Padova, candidato del centrosinistra e sostenuto da quattro liste: “Partito Democratico”, “Cittadini per il Cambiamento”, “Passione Abano”, “Sport Turismo Ambiente”. Barbierato ha ottenuto in totale 2.843 voti, pari al 29,94% delle schede valide. A sfidarlo, tra due settimane, ci sarà Emanuele Boccardo, imprenditore e leader di una coalizione di centrodestra che comprende le civiche “Abano dice No”, “Turismo è Lavoro”, “Abano Città Sicura” e le forze partitiche di Lega Nord e Forza Italia. Boccardo ha conquistato 2.519 preferenze, ovvero il 26,53% dei voti espressi. Sono dunque poco più di 3 i punti percentuali che dividono i due candidati: un margine minimo che potrebbe essere decisivo nel testa a testa all’orizzonte.

Non supera lo scoglio del primo turno Monica Lazzaretto (“Monica Lazzaretto Sindaco”, “35zero31”), che l’anno scorsa venne sconfitta al ballottaggio dall’ex sindaco Luca Claudio. Per lei 1.411 voti e il 14,86% dei voti. Entra in Consiglio comunale anche Stefania Chiarelli (“Abano Viva”, “Orgoglio Aponense”), fermatasi al 9,71%, con 922 preferenze accumulate. Restano fuori Sabrina Talarico (supportata da ben quattro liste civiche, “Grande Abano”, “Abano 50 Eventi”, “Obiettivo Abano”, “Essere Abano”), che non è andata oltre le 719 schede e il 7,57% totale, Michele Di Bari (“CambiAbano”), che ha raccolto 658 voti pari al 6,93%, e Paolo Gruppo (“Abano Risorge”), bloccato al 4,43%, con appena 421 voti. Ha votato il 59,89%, con un crollo di quasi il 10% dell’affluenza rispetto alle Comunali del 2016, quando si recarono alle urne il 68,72% degli aventi diritto.

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