Abano Terme, primo consiglio comunale dopo lo scandalo tangenti

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(La protesta prima del consiglio comunale. Fonte: Padovaoggi).

Ieri sera, arrivando al Teatro Polivalente di Abano, sede del consiglio comunale, si veniva accolti da forze di opposizione e membri delle associazioni del territorio che protestavano contro la giunta Claudio e ne chiedevano le dimissioni. Grandi cartelli e megafoni a ricordare a tutti le vicende accadute nelle ultime settimane nella zona termale. Alle ore 20.30 il consiglio comunale è pronto a dare inizio alla seduta, con all’ordine del giorno le surroghe di due consiglieri dimissionari (Baldan e Manzolini, sostituiti da Girotto e Dragani), l’intervento di Claudio in merito alle indagini e, tra gli altri, delibere su energia rinnovabile e approvazione del regolamento sugli orti sociali. In molti decidono di prendere parte alla seduta: i cittadini arrivano a teatro con domande a cui trovare risposta. La capienza ne è però dimezzata dalla disposizione dei politici e in tanti restano in piedi ai lati della sala, se non addirittura all’ingresso della struttura, ugualmente fiduciosi di ricevere spiegazioni dall’amministrazione.

Comincia la seduta. Sbrigate velocemente le sostituzioni dei consiglieri dimissionari, arriva l’intervento del sindaco Claudio il quale si limita a condividere con i presenti l’avviso di garanzia giunto il 14 aprile scorso dalla Guardia di Finanza. Così la parola passa subito alla consigliera di maggioranza Adriana Ottaviano, che in un intervento accorato ricorda al primo cittadino e ai presenti tutti, la vicinanza e la stima della maggioranza nei confronti di Claudio. “Luca è stato capace di infondere in tutti noi il Senso Civico di cui tanto si parla. Nessuno può accusare che le nostre iniziative non fossero fatte nel rispetto dell’intera comunità, delle leggi o peggio, che fossero imposte dall’alto”. Portando a termine il proprio intervento la consigliera cita il premier Renzi: “Non ci si dimette per un avviso di garanzia”.

La maggioranza crede fermamente nell’estraneità dei fatti del proprio sindaco, che continuerà a sostenere fino a fine mandato. Di tutt’altro avviso la minoranza, che in modi diversi denuncia la mancanza di trasparenza che, secondo l’opposizione, sin dal maggio 2011, periodo di insediamento dell’amministrazione Claudio, contraddistingue il gruppo. Faggion, Forza Italia, accusa la maggioranza “di non avere a cuore il buon nome di Abano”. Bano, di Cittadini per il Cambiamento, si dice imbarazzato da quanto accaduto e apre il proprio intervento sottolineando come il consiglio comunale non avrebbe dovuto nemmeno avere luogo. La consigliera Pege, della lista civica Cittadini, racconta la favola di un re vanitoso, mentre Cosentino si dichiara garantista. L’ultima ad intervenire, tra i consiglieri di opposizione, è Vanessa Camani, del Partito Democratico, che lungo il proprio discorso riceve appoggio da diversi presenti, in particolar modo quando invita i colleghi di minoranza a lasciare la seduta. Così è. Anche la maggior parte del pubblico lascia il teatro. Il consiglio comunale di Abano Terme di lunedì 27 aprile porta a termine l’udienza con i soli assessori e consiglieri di maggioranza.

All’assemblea di ieri hanno preso parte cittadini arrabbiati, che durante la serata hanno fatto sentire la propria voce con disappunto a fronte delle affermazioni dei politici termali. Gli aponensi attendono gli sviluppi delle indagini degli inquirenti per tornare a chiedere spiegazioni ai propri rappresentanti.

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