A Este arriva un’indagine per mappare gli odori

È quanto emerge dall'ultima riunione del Tat: sarà effettuata da Lod, società controllata al 100% dall'Università di Udine. A raccogliere i dati saranno cittadini appositamente formati. Gallana: «È l'inizio di un percorso»

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ESTE. Un’indagine nell’area circostante gli impianti di Sesa a Este per verificare l’impatto odorigeno sul territorio. È quanto emerge dall’ultima riunione del Tat, il Tavolo ambientale territoriale promosso dal Comune atestino. Lo studio, che sarà effettuato da Lod (Laboratorio olfattometria dinamica), società controllata al 100% dall’Università di Udine, è stato presentato giovedì pomeriggio dalla dottoressa Silvia Revilli, responsabile dell’azienda. «Abbiamo fortemente voluto questo monitoraggio per affrontare in maniera organica e strutturata il tema degli odori» afferma il sindaco Roberta Gallana. «I problemi, e quelli ambientali in particolare, vanno affrontati non sulla spinta dell’emotività ma piuttosto attraverso una visione d’insieme».

Come funzionerà. L’indagine segue la normativa di riferimento più avanzata, cioè la EN 16841-1, che stabilisce parametri e requisiti utili a dare alla ricerca una valenza scientifica. La durata minima è compresa tra i 6 e i 12 mesi continuativi. Il compito di monitorare gli odori sarà affidato a numerosi recettori, cittadini che verranno adeguatamente formati e sottoposti ad appositi test di idoneità. Ognuno avrà a disposizione un tablet attraverso cui effettuerà le segnalazioni durante le uscite. Quanto registrato sarà quindi inserito in un software che elaborerà i risultati. Il territorio è stato diviso in tre zone di riferimento: Ospedaletto e le pertinenze Sesa, la periferia sud fino a Rivadolmo e l’area agricola “Tre Ponti” a nord ovest dello stabilimento. Le singole zone sono state a loro volta ripartite in griglie per individuare una serie di punti nei quali verranno svolte le misurazioni. Per ciascun punto ci saranno almeno tra le 13 e le 26 rilevazioni. «Lod è una realtà all’avanguardia in questo genere di analisi e fornisce spesso consulenze tecniche in materia di odori a Procure e Tribunali. La precisione delle segnalazioni è stimata attorno al 99%» assicurano dal Comune.

«Questo studio, che sarà molto articolato, serio e realizzato secondo le più moderne procedure europee, ci consentirà di avere una mappa degli odori presenti nel territorio. È l’inizio di un percorso di confronto con tutte le attività industriali, come Sesa, ma anche agroindustriali, agricole e avicole» spiega Gallana. «La situazione odorigena è già migliorata ma deve migliorare ancora molto. Da una prima verifica, a fronte di decine e decine di allevamenti di grandi dimensioni, sono veramente pochi quelli che generano criticità dal punto di vista olfattivo: gli altri, grazie alle buone pratiche introdotte dal dipartimento di veterinaria, che prevedono l’uso di enzimi nel trattamento delle deiezioni, hanno risolto il problema. Nel contempo permettono un corretto riutilizzo delle deiezioni come fertilizzanti, in sostituzione di quelli chimici che, ormai troppo adoperati, sono la causa di una pericolosa desertificazione del territorio».

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