TEATRO – Essere o non essere un attore?

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”Il Teatro è l’arcobaleno che si crea tra l’attore e il pubblico, per questo il teatro non si può toccare”

 Flavio Albanese [docente di ”Commedia dell’Arte” presso il Teatro ”Piccolo” di Milano e presso l’Accademia di Roma ”Sofia Amendolea”]

 Se ci fosse una formula magica per diventare un artista sarebbe tutto più semplice. Non mi dilungherei in riflessioni inutili e darei le giuste direttive a un ragazzo che sogna di vivere d’arte. Purtroppo non è ancora stata trovata perciò, prima di iniziare, mi sento in dovere di sottolineare alcune cose.

Quello che dirò sarà frutto di analisi, opinioni e riflessioni personali. Non pretendo di essere in possesso di una verità assoluta, anzi, riconosco che molte cose potrebbero essere tranquillamente contraddette. Inoltre, per diventare un attore professionista, ci sono migliaia di strade e migliaia di modi. Non parlerò ovviamente del ”bambino prodigio” che viene preso dalla strada e  catapultato davanti ad una telecamera o sopra un importantissimo palcoscenico, parlerò del ragazzo comune che viene spinto da una grande passione e da un grande talento.

Partiamo dalla realtà a noi più vicina, il Veneto. In Veneto ci sono moltissime scuole superiori che offrono laboratori teatrali pomeridiani che danno l’opportunità ai giovani di venire a conoscenza di questa  passione. A Este ad esempio negli ultimi anni il Liceo G.B. Ferrari sta ottenendo ottimi risultati e anche l’Istituto Atestino ha costruito una compatta squadra di giovani artisti volenterosi. Il problema è: come posso coltivare la mia passione uscito dalle scuole superiori?

Se la nostra intenzione è quella di divertirci e non vediamo nella recitazione (parlo di recitazione per includere sia il teatro che il cinema) una possibile professione, allora la nostra strada sarà piuttosto facile. In Italia abbiamo circa 1500 compagnie amatoriali tesserate FITA (Federazione Italiana Teatro Amatoriale) e moltissimi laboratori semiprofessionistici diretti da registi di professione. Se la nostra ambizione invece è quella di dare anima e corpo per questo mestiere la strada sarà decisamente in salita. Chi crede che fare l’attore significhi solo leggere con la voce ”impostata” delle battute si sbaglia di grosso. Fare l’attore è un lavoro esatto, ogni mossa, ogni tonalità vocale viene studiata e nulla succede per caso. L’attore (parlo di attori veri, non veline o simili) studia per tre anni (la durata varia in base alla scelta di ciascuno) otto ore al giorno lavorando sul corpo, sulla voce e sulla mente. Come avrete capito un giovane finite le superiori (ma non necessariamente, l’età limite nella maggior parte delle accademie è di 30 anni) inizia a frequentare un’Accademia. Nel Veneto l’Accademia più celebre è quella di Venezia (Accademia Teatrale Veneta) fondata nel 2007. Un’ottima preparazione la offrono pure l’Accademia Palcoscenico di Padova (diretta presso il Teatro Verdi da A.Terrani)  e l’Accademia del Teatro Stabile di Verona.

Allargando lo sguardo a tutta l’Italia troviamo ottime scuole di recitazione. A Genova è presente l’Accademia presso il Teatro Stabile, che è considerata una delle migliori scuole in Italia. A Torino abbiamo l’Accademia presso il Teatro Stabile che gode di un’alta considerazione. Ovviamente le città in cui troviamo un maggior numero di Accademie sono Milano e Roma. A Milano abbiamo l’Accademia del ”Teatro Piccolo”, l’Accademia di Paolo Grassi e l’Accademia Teatrale CTA. A Roma ci sono veramente moltissime accademie e moltissime opportunità, vi elenco di seguito quelle più importanti considerando i risultati ottenuti negli ultimi anni: Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ”Silvio D’amico”, Centro Sperimentale di Cinematografia, Accademia Teatrale di Roma ”Sofia Amendolea” (accademia europea come la LINK ACADEMY e l’EUTHECA) e l’Accademia d’Arte Drammatica ”Cassiopea”.

 

Qual è la scelta giusta da fare? Qual è l’accademia migliore? Per diventare un attore devo andarmene dal Veneto? Questa è una scelta assolutamente personale. I pro di rimanere in Veneto sono che la concorrenza rispetto alle grandi città è sicuramente minore (ogni anno più di 500 ragazzi provano ad entrare nelle grandi accademie romane o milanesi mentre in veneto poco più di 100), c’è la possibilità di lavorare o studiare, dal momento che le accademie da noi non occupano più di 3-4 ore al giorno e soprattutto, rimanendo a casa, abbiamo una netta riduzione delle spese. La preparazione è comunque molto buona anche se essenziale.

I pro di trasferirsi in una grande città sono che si ha la possibilità di lavorare con artisti di calibro internazionale, di collaborare con scuole di tutto il mondo, di lavorare, anche durante gli studi, in piccole produzioni cinematografiche o teatrali e di avere una preparazione assolutamente completa.

Alessandro Businaro