La svolta gandhiana-bourdieana del gruppo Zaramella

Dalle dimissioni da Giunta e Consiglio alla nascita di "Impegno per Montegrotto": un nuovo gruppo che segue la politica del tergicristallo. L'editoriale di Andrea Riccio

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A Montegrotto la Giunta Mortandello sopravvive grazie a un voto, così i predatori iniziano ad apparecchiare il banchetto pronti a sbranarlo. Da un lato Giampaolo Tibaldi, scottato ancora dall’assenza nell’organigramma della Giunta; dall’altro lato le associazioni di categoria, commercianti e albergatori, ovvero il gruppo Zaramella.  «Il paese è immobile», sostengono. Dimenticando che i principali ruoli amministrativi erano in loro possesso: vicesindaco e assessorato al Bilancio, Grandi Eventi e Manifestazioni Sportive, assessorato alle Attività Produttive, Commercio, Manifestazioni Turistiche e Pari Opportunità, deleghe alle Politiche Giovanili e allo sportello del lavoro, capogruppo di maggioranza. I neogaribaldini delle Terme dimenticano persino che hanno sempre votato a favore di ogni singola norma portata in Consiglio comunale. Insomma, prima stanno dentro, poi escono, poi puntano nuovamente alla poltrona. È la politica del tergicristallo, prima a destra, poi a sinistra, assecondando i propri interessi.

Da oggi, però, cambia tutto. È nata “Impegno per Montegrotto”, la lista gandhiana-bourdieana borghese. Il programma politico è tanto esile, quanto l’operato dei zaramelliani in politica: rilancio economico, gusto del bello, pacificazione del paese. Nel comunicato stampa si parla inoltre di «opposizione costruttiva». Se il rilancio economico non sorprende, essendo insite nell’animo dei commercianti le logiche del profitto, sorprendono gli altri due punti del programma. E fa strabuzzare gli occhi la volontà di fare opposizione costruttiva: fino ad ora dove sono stati e perché hanno prodotto il nulla? Evidentemente è ritenuto costruttivo parlare delle code delle stelle comete, oggetto di critica delle luminarie di Natale. Se il gusto del bello è questo, prepariamoci a una politica sempre più kitsch. Oppure impariamo a distinguere, come insegnava Pierre Bourdieu.

Il salto sul carro del pacifismo è l’ennesima presa in giro dei zaramelliani. Prima della nascita del gruppo “Impegno per Montegrotto”, gli stessi componenti hanno attaccato per mesi sui social network, in maniera più o meno diretta, membri della maggioranza o semplici sostenitori. O anche solo giornalisti, accusandoli pubblicamente di tagliare cavi della luce per sostenere l’amministrazione locale. O di mistificare i fatti, mistificandoli a loro volta (con un italiano che meriterebbe un corso di approfondimento linguistico). Gli insulti si sono protratti anche all’interno delle chat WhatsApp, in cui Massimiliano Zaramella stesso attaccò l’attuale assessore Pierluigi Sponton, accusandolo di fare jogging.

La campagna denigratoria è proseguita con l’arrivo del Natale. «Luminarie da paese dell’est», «villaggio di Babbo Natale da Bosnia dopo la guerra». Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al consigliere Silvio Nardo, che durante la guerra in Bosnia portò in salvo alcuni bambini di Mostar, facendoli entrare in Italia. Geniale, per la verità, il soprannome trovato al sindaco: Mostardello. Il carnevale è quasi alle porte, ma le maschere qualcuno ha già iniziato a indossarle. O forse non le ha mai tolte.

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