EDITORIALE – Pensare con la propria testa non nuoce a nessuno

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E’ molto di più e molto più importante ciò che gli esseri umani hanno in comune di quello che ognuno tiene per sé e lo distingue dagli altri”

(Hermann Hesse)

Ogni individuo approvando ideali del proprio gruppo d’appartenenza, e attenendosi con un comportamento coerente a determinate norme, riesce a condividere momenti, opinioni con i propri simili, ovvero con la società.

Vi è questo bisogno di essere riconosciuti dagli altri come “normali”, ma cosa rende la nostra identità normale? L’ ordine sociale serve proprio a questo. Grazie a queste norme sociali, che stabilizzano i rapporti, l’ individuo si trova all’interno di un nucleo dove bisogna salvare la faccia, dove se la persona rispecchia i canoni comuni, allora è normale, altrimenti…

Viene notata di più una coppia eterosessuale mentre si scambia segni d’amore, o più una coppia omosessuale?

Indipendentemente, ci salterà più all’occhio, nella nostra attuale società, una coppia omosessuale che eterosessuale, e perché? Perché siamo schiavi degli stereotipi.

Siamo inquadrati, abituali a una sola interpretazione del mondo, e quando ci troviamo qualcosa di diverso davanti agli occhi siamo colpiti da un sentimento di insicurezza e disagio.

Quando l’attributo empirico di individuo si discosta dalla nostra rappresentazione mentale, dal nostro stereotipo, ci si trova spiazzati, forse anche impauriti, e indirettamente gli si applica un’etichetta, uno status che il più delle volte, se negativo, porta all’esclusione di questo “stigmatizzato” dalla società.

Quando ci troviamo di fronte ad un estraneo è probabile quindi che il suo aspetto immediato ci consenta di stabilire in anticipo a quale categoria appartiene, facendo parte quindi di una società superficiale e conservatrice.

Siamo costretti in parte ad assumere giudizi preconfezionati, avvalersi di conoscenze non verificate, accontentarsi di spiegazioni semplicistiche e lasciarsi persuadere da impressioni superficiali.

In fondo però, dove si trova la soluzione? L’unica via d’uscita è pensare con la propria testa, avvalessi della proprie idee, avere diversi punti di vista, rispettare l’idea altrui, e non scegliere la via più scontata e banale dei pregiudizi.

“Il linguaggio diverso è una diversa visione della vita”

(F. Fellini)

Marco Travain