EDITORIALE – Le pecore e i loro pastori

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Povera Italia. La nostra situazione politica è fra le più complicate d’Europa ma ci siamo mai chiesti il motivo? Il popolo grida al cambiamento della classe politica senza accorgersi che in primis è il popolo che deve cambiare. Noi italiani non abbiamo mai voluto fare politica, abbiamo sempre preferito delegarla ad altri, per dopo riuscire a lavare meglio le nostre mani sporche di un voto dato ad un rappresentante che in realtà non rappresenta altri che se stesso.

Lo strumento che i politici usano per accappararsi più gente possibile è la campagna elettorale nella quale il politico riesce a farsi votare sfruttando l’ignoranza dei cittadini.

È indubbia l’importanza che questa (la campagna elettorale ) ha nel formare un pensiero politico all’interno dell’elettorato ma il popolo si è mai informato al di là di quello che gli viene proposto durante la campagna elettorale? La risposta nella maggior parte dei casi è no. In Italia solo una piccola parte della popolazione si interessa attivamente alla vita politica del “bel paese” e di conseguenza questa diventa più influenzabile alle facili avances del personaggio politico di passaggio il quale, magari, non propone niente di concreto ma ha un grande carisma e una buona parlantina.

Ma quale sarà il motivo di una così disattenta partecipazione politica? Personalmente credo che sia da ricercare nel nostro passato. Il popolo italiano non ha mai vissuto un momento storico in cui tutti si siano ritrovati per combattere un nemico commune, e questo ha leso profondamente la nostra identità nazionale. Infatti un popolo disunito è più facile da controllare e difficilmente insorgerà contro l’oppressore. Si è mai visto un gregge ribellarsi al proprio pastore?  Difficilmente riusciremo a cambiare la politica se prima non cambiano noi come popolo. È quindi questo il momento di riunirsi tutti insieme nelle piazze ma facendo attenzione a non venire influenzati dal pensiero di una singola persona la quale decide cosa tu debba pensare ma come popolo, come cittadino italiano con il dovere di riportare la giusta gerarchia nella politica.

Parlando più concretamente delle elezioni finite da poche ore, è evidente che abbiamo una memoria molto breve, tipo quella di Dory nel film “Alla ricerca di Nemo”. A Este la coalizione del centro-destra ha vinto sia alla Camera dei Deputati sia al Senato con un buon vantaggio sulla coalizione del centro-sinistra. La grande sorpresa è il Movimento 5 Stelle che è il secondo partito al Senato e il primo alla Camera; a rimetterci molti voti è la Lega Nord, la quale non riesce neanche ad avvicinarsi al 10% (quando alle precedenti elezioni si aggirava intorno ad un 20%). Este, quindi, come tutto il Veneto, si riconferma come roccaforte del PDL. A voi i giudizi.

Concludo ricordando il pensiero tipo dell’italiano medio nei confronti della politica: “BEEEEEEE”.

Giulio Zancanella