EDITORIALE – Dipende da noi

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Un assistente sociale invitava tutti quelli che venivano da lui a lamentarsi dei propri fallimenti a leggere un poster appeso sulla parete del suo ufficio.

-Fallito in commercio nel 1832 e nel 1833

-Sconfitto per la Camera dei Deputati nel 1832

-Eletto all’assemblea nel 1834

-Morta la fidanzata nel 1835. Esaurimento nervoso nel 1836

-Sconfitto come presidente alla Camera dei Deputati nel 1838. Sconfitto come membro dell’assemblea elettorale nel 1840

-Sconfitto per il Congresso nel 1843, nel 1846 e poi ancora nel 1848

-Sconfitto per il Senato nel 1855

-Sconfitto come vicepresidente nel 1856

-Sconfitto per il Senato nel 1858

Eletto presidente degli Stati Uniti nel 1860. Abramo Lincoln!

Spesso quando pensiamo al nostro presente e ancora di più al nostro futuro ci sentiamo come smarriti, privi di certezze e punti fermi, persi in una nebbia fitta che non sappiamo se e quando andrà via. Ci lamentiamo per le cose che non abbiamo e non ci accorgiamo delle cose che già abbiamo. Ecco, sarebbe bello che provassimo a cambiare questo nostro modo di intendere la realtà. Il momento è quello che è, c’è la crisi, non c’è lavoro, le opportunità sono poche, c’è chi ci sfrutta, chi ci maltratta, chi ci delude e ci fa soffrire. Ogni giorno siamo sottoposti a un bombardamento di cattive notizie che suscitano in noi rabbia, indignazione, abbattimento, dolore. Ma noi non siamo questo, siamo ALTRO. Siamo persone con una testa per pensare, un cuore per amare e per credere nei nostri ideali. Abbiamo le capacità per andare oltre le difficoltà, perché è proprio nelle situazioni difficili che tiriamo fuori il meglio di noi. Smettiamola di considerare solo i nostri fallimenti e di vedere la crisi esclusivamente nei suoi aspetti negativi, cerchiamo di vederla anche come una grande occasione per proporre nuove idee, per riprenderci un ruolo da protagonisti nella vita del nostro Paese, per rinnovarlo cominciando dalla nostra quotidianità. Gli ostacoli  sono fatti per essere superati, per renderci più maturi, più sicuri, più forti, più preparati ad affrontare le sfide del futuro.

Già, futuro. E’ una parola bellissima e, nonostante in questi ultimi anni si sia fatto di tutto per presentarla in una cattiva luce, riesco ancora ad emozionarmi ogni volta che la sento. Quando arriva il domani, tutto può cambiare. Non cadiamo nell’errore di lasciarci vincere dal timore, dallo sconforto, dalla rassegnazione. Rialziamoci e affrontiamo con coraggio e fiducia le sfide della vita, e se anche dovessimo perderne qualcuna, conserviamo intatte le nostre speranze, perché le sconfitte fanno male ma servono a insegnarci molte cose. Tanti ci dicono che sognare è sbagliato, che bisogna rimanere con i piedi per terra e guardare in faccia la dura realtà. Il presente però può e deve essere migliorato. E tutti, noi giovani in primis, abbiamo il dovere di crederci, crederci sempre, soprattutto quando è dura, crederci perché ne vale davvero la pena. Se vogliamo, possiamo. Se proviamo, riusciamo. Se lottiamo, vinciamo. Tutto comincia da noi, dal nostro atteggiamento. Basta disfattismo e indifferenza, basta noia, basta piangere su noi stessi e sulle difficoltà della nostra esistenza. Alziamo la testa, riprendiamo a camminare e a guardare l’orizzonte con gli occhi di chi è convinto che il meglio, in fondo, debba ancora venire.

Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa.

Se hai un sogno tu lo devi proteggere.

Quando le persone non sanno fare qualcosa

lo dicono a te che non la sai fare.

Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.

Punto.

Dal Film “La ricerca della felicità”

Davide Permunian