EDITORIALE – Arrendetevi. Siete circondati!

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“La Storia è proprio come un Walzer senza fine

e il ritmo tra guerra, pace e rivoluzione

potrebbe continuare all’infinito

È mio desiderio condividere con voi lettori un presentimento, anzi no, un’intuizione!

Lasciate che vi racconti una storia:

Questa storia inizia non molto tempo fa in un piccolo Stato che tutti conoscono, uno Stato che versa in una profonda crisi; è appena uscito da una guerra disastrosa, che ha procurato innumerevoli vittime tra militari e civili.

Il costo della guerra ha impoverito le casse della nazione e ai reduci, alcuni dei quali orribilmente mutilati, non è rimasto altro se non le vuote promesse di una classe politica incapace di risollevare le sorti della nazione e sorda alle suppliche del suo popolo.

I cittadini sono disperati, la maggior parte di loro è ridotta alla fame e i tassi di disoccupazione sono ai massimi storici; le imprese d’altro canto non navigano in acque migliori: i consumi crollano e le banche chiedono di rientrare nelle somme prestate, la crisi economica appare inevitabile.

Il malcontento dilaga e il Caos e le rivolte scoppiano con inaudita violenza in ogni parte del Paese.

Ma da tutto questo Caos viene distillata una figura nuova, un uomo nuovo: è un giovane politico rampante, senza alcun rispetto per il dibattito politico, che catalizza su di sé l’attenzione popolare e si fa portavoce dei bisogni della gente comune; in mezzo alla miseria appare come un faro in una notte di tempesta!

Il nostro amico fonda dal nulla un partito, che ottiene quasi immediatamente l’appoggio dei ceti medio-bassi.

I vecchi politici appaiono incapaci di contrastare questa nuova figura, la cui popolarità e fama dilagano in modo virale.

Nel frattempo il nostro amico, sempre più ubriaco di potere inizia a fare proposte del tutto antidemocratiche, come l’abolizione di una delle camere parlamentari, il tutto in nome dei cittadini, troppo stanchi dei costi della politica.

Le idee rivoluzionarie di questo personaggio si diffondono come una sorta di febbre che infiamma gli animi contagiandoli e in un clima di totale mancanza di lucidità il Paese è costretto alle urne.

Prima di allora nessuno avrebbe predetto i risultati delle elezioni di quell’anno.

Il partito, con larga maggioranza diviene il più votato del Paese e poco dopo il suo leader pronuncia il seguente discorso:

“Mi hanno proposto un’alleanza, ma loro sono morti!

Non hanno capito di avere a che fare con qualcosa di completamente diverso da un partito politico.

I contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni…

Invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi…

Chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati..

Sono loro i responsabili! Io vengo confuso..

Oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro.

Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba!

Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento..

Mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano!

Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico…

Noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.

E’ un movimento che non può essere fermato

Non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta..

Noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo…”

Beppe Grillo 2013?

No! Adolf Hitler 1932.

Andrea Pettenuzzo

3 Commenti

  1. Quella di Andrea è un’opinione personale sulla quale si può discuetere, esattamente come le altre. Ma non si discute inveendo contro qualcuno, Vanis. Se vuoi presentare qui il tuo pensiero, comunque, ben venga, lo rispetteremo e ne parleremo con calma.

  2. Non avevo mai sentito questa definizione di fascista come colui che fa di tutta l’erba un fascio! Però è un’interessante ipotesi fantaetimologica! Certo è vero che il fascismo era una forza generalista che nella sua ideologia propugnava continuamente generalizzazioni, ma non è secondo me il caso di Andrea, che non generalizza affatto, anzi, cita un episodio relativo ben specifico, riporta un discorso contestualizzandolo. Le similitudini con discorsi di Beppe o di altri populisti si coglievano anche senza esplicitar lo alla fine, ma farlo non significa generalizzare né suggerire un paragone forzato… Il paragone viene da sé! Poi hitler è hitler e Beppe è Beppe, non facciamo scandali strumentali per un paragone che non c’è, ma ragioniamo sulle similitudini dei due discorsi nei contenuti e riflettiamo sul perché la gente ieri come oggi vuole quelle cose, non capendo che i problemi sono ben altri.

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