giovedì 21 Novembre 2019
Home Opinioni Editoriali EDITORIALE - Alla ricerca dell'equilibrio perduto

EDITORIALE – Alla ricerca dell’equilibrio perduto

1356634742846314_large

L’equilibrio dovrebbe essere precario solo in due categorie di persone: nei bambini, che faticano a tenersi in piedi perché all’inizio del loro cammino, e negli anziani, che necessitano del sostegno di un braccio amico o di un bastone perché portano sulle spalle tutto il peso del loro percorso. Eppure l’abbinamento al termine “precarietà” che viene più spontaneo fare oggi, nel 2013, è quello con la parola “giovani”, l’unica categoria che, a rigor di logica, dovrebbe essere esclusa a priori dalla questione. Si è infatti registrato in quest’ultimo periodo un picco storico della disoccupazione giovanile italiana, giunta al 38,7%, mentre i precari hanno raggiunto quota 2,8 milioni, dati mai stati peggiori dal 1992. Ma non è la statistica a giustificare una sensazione comune: ciò che più fa riflettere sono i numeri che possiamo toccare con mano. A questo proposito, è di questa settimana la notizia che la Cementizillo, la cementeria del comune atestino, non taglierà sui posti di lavoro ma si “limiterà” a ricorrere alla Cassa Integrazione per ridurre i danni provocati dalla crisi economica all’azienda; la situazione non è migliore alla casa di riposo, dove i dipendenti lamentano l’eccessivo ritardo nelle retribuzioni.

Il terreno ci crolla sotto ai piedi in modo figurato e non: a causa delle abbondanti precipitazioni, si sono verificate numerose frane nel territorio dei Colli Euganei, in particolare lungo il tratto di strada che porta a Calaone, in quello tra Castelnuovo e Torreglia e nel colle della Rocca di Monselice, causando disagi agli automobilisti e agli abitanti della zona, senza contare le problematiche di tipo geologico-strutturali.

Come peculiarità più strettamente italiana, la nostra precarietà sociale-culturale-ideologica si riflette nel contesto politico. Abbiamo assistito la settimana scorsa al dibattito sulla scelta del Presidente della Repubblica, su cui si sono contrapposti tra loro non solo gli schieramenti politici, ma addirittura gli appartenenti ad uno stesso partito, portando alla frantumazione di un già diviso (e deludente) Partito Democratico. Dopo 5 votazioni in cui hanno dominato schede bianche e nulle, le Camere riunite hanno eletto Giorgio Napolitano, convinto a una ricandidatura dalla tragicità della situazione attuale e da un senso di responsabilità estraneo alla maggior parte dei nostri politici. Un’ancora di salvezza da una parte, un segno chiaro di immobilità dall’altra: abbiamo bisogno di fondamenta più solide per ricostruire tutto ciò che vi abbiamo posto sopra.

Quello che ci si prospetta davanti è un mondo traballante, incerto, non più inquadrabile in coordinate fisse e condivisibili da tutti: è il regno del relativismo e dell’individualismo, in cui non esiste più una morale o una corrente ideologica comune in cui riconoscersi. L’economia è dominata dall’instabilità della finanza e dagli alti e bassi dei titoli e dei rendimenti, tanto da rendere qualsiasi previsione pressochè impossibile. Un simile momento è il peggiore in cui prendere una decisione per il proprio futuro, che appare ai giovani d’oggi oscuro, nebuloso ed insidioso. Non esistono più né il lavoro, né l’università che assicurino non tanto il successo, quanto semplicemente una mediocre sicurezza economica.

Ci rimane la speranza di un miglioramento e la persuasione di dover scegliere ciò per cui ci sentiamo naturalmente portati; il sacrificio e il martirio per qualcosa che non sentiamo nostro possiamo pure lasciarli ad altre epoche. Compriamoci buone scarpe e continuiamo a camminare, qualunque sia la strada.

Valeria Ferraretto

Lascia un commento

Estensione
Estensione
Il laboratorio giovanile di informazione, formazione e azione della Bassa Padovana.

RESTA CONNESSO

13,359FansMi piace
1,894FollowerSegui

RICERCA ARTICOLI

  • Categorie

  • Autori