sabato 20 Luglio 2019
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Telefono alla guida, tutti i rischi da conoscere

Dall'utilizzo corretto del vivavoce al controllo delle Autorità sui dispositivi elettronici, i punti salienti della normativa in vista della nuova riforma

Al giorno d’oggi, sempre più spesso capita di vedere chi, mentre è alla guida, utilizza lo smartphone per telefonare, controllare il navigatore, scattare foto o registrare video, magari da pubblicare sui social network. Questa pericolosa abitudine è diventata una delle prime cause di morte sulle strade italiane. Dati i gravi presupposti, come risponde il Codice della Strada?

La normativa in vigore
L’uso del cellulare alla guida è vietato dal nostro Ordinamento, poiché provoca facili distrazioni e non consente al conducente le manovre essenziali, specialmente in caso di imprevisto. L’articolo 173 del Codice della Strada punisce chi fa uso “durante la marcia di apparecchi radiotelefonici” con una sanzione amministrativa, che va da € 165 ad € 661 euro, e con la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi in caso di recidiva nel corso di un biennio.                                                                                                 Il Legislatore si pone l’obiettivo di contrastare l’uso del telefono alla guida, indipendentemente dal fatto che lo si faccia per telefonare o per altri motivi (es. scrivere messaggi, scattare foto, registrare video, controllare i social o il navigatore satellitare).  Il Tribunale di Modena, ad esempio, ha recentemente chiarito che, “tenere in mano il telefono cellulare appoggiandolo all’orecchio, pur non utilizzandolo per una conversazione, integra comunque la violazione dell’articolo 173 del Codice della Strada poiché determina l’impegno di una delle mani sull’apparecchio con temporanea indisponibilità e consequenziale ritardo, dai sistemi di guida”.

La norma di cui sopra, inoltre, consente “l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani”.
È in multa, quindi, anche chi utilizza il viva voce ma tiene il telefono in mano oppure sul sedile e non sugli appositi supporti poiché non tiene correttamente le mani sul volante e distoglie gli occhi dalla strada.
Il divieto sussiste anche se la condotta è tenuta mentre si è fermi al semaforo o in coda, perché l’uso dello smartphone va comunque ad incidere sulla sicurezza nella circolazione, implicando una situazione di possibile pericolo come il ritardo nell’azionare i sistemi di guida al momento in cui riprende la marcia (Cfr. Tribunale di Torino, sent. n. 3904/2012).
Gli unici esentati da tale divieto sono i conducenti dei veicoli delle Forze di Polizia che possono utilizzare tali apparecchi alla guida per la presunzione assoluta che vengano utilizzati per ragioni di servizio (finalità di sicurezza dello Stato, ordine pubblico, incolumità pubblica e privata).
Infine, non bisogna dimenticare che in caso di incidente stradale, al di là delle sanzioni suddette, c’è la possibilità che l’assicurazione respinga il sinistro e si rifiuti di risarcire i danni subiti.

I controlli della Polizia – Le direttive delle Procure di Trento e Pordenone
In caso di incidente stradale con morti e feriti gravi, la polizia può esaminare il telefono o gli altri dispositivi digitali del conducente e verificare l’eventuale utilizzo dello strumento alla guida.
Questo è quanto recentemente stabilito dalla direttiva n. 4414 del 26 giugno 2018, emanata dalla procura di Pordenone, su ordine della Procura generale di Trieste.
Sulla stessa linea anche la Procura distrettuale di Trento che, con la circolare n. 5 del 19 luglio 2018, ha stabilito che gli organi di vigilanza potranno verificare dove si trovano questi dispositivi dopo l’incidente: ad esempio, nel caso in cui il telefonino sia caduto sul tappetino tra i pedali, scatterà il controllo.
Le Autorità intervenute, quindi, controlleranno se il dispositivo è acceso, se il vivavoce è regolarmente connesso e se sono disponibili messaggi parzialmente digitati o un video in corso.
Il conducente deve collaborare con gli agenti (esibendo i dispositivi e fornendo i relativi codici di sblocco) che eseguiranno i controlli preavvisando lo stesso della possibilità di farsi assistere da un difensore.
In caso di mancata collaborazione del guidatore, la direttiva della Procura di Pordenone su richiamata, prevede che la polizia giudiziaria potrà eseguire accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone, sequestrare gli strumenti digitali trovati a bordo dell’autovettura, ai sensi dell’art. 354 c.p.p., nonché richiedere alla Procura l’acquisizione del tabulato telefonico del numero interessato.

Foto e video durante la guida pubblicati sui social
La rischiosa moda del momento di fare foto e video alla guida per poi pubblicare tali contenuti sui social (es. storie di instagram) può comportare delle gravi conseguenze.
In primo luogo, tali comportamenti, si ricorda, sono fonte di distrazione e possono causare anche gravi incidenti con danno alla propria e all’altrui incolumità.
In secondo luogo, perché la pubblicazione di tali immagini in rete rappresenta una chiara ammissione di colpevolezza del mancato rispetto delle norme del Codice della Strada che, come abbiamo visto, impongono di mantenere correttamente entrambe le mani sul volante e di non distogliere gli occhi dalla strada.
Le Autorità, infatti, potrebbero utilizzare i contenuti pubblicati sui social per contestare l’infrazione commessa, anche a distanza di mesi.
L’art. 210 C.d.S., infatti, stabilisce che, quando la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale possa essere notificato al trasgressore entro novanta giorni dall’accertamento (ossia, da quando la polizia è entrata in contatto con la foto o il video caricato sul web).

La prossima Riforma legislativa
In Parlamento è in atto una radicale riforma del Codice della Strada che toccherà anche la disciplina legata all’uso del telefono alla guida.
La nuova legislativa, già approvata dalla Commissione Trasporti e, ora, in fase di votazione in aula, prevede, oltre ad un inasprimento delle sanzioni previste dall’art. 173 C.d.S. anche una semplificazione delle procedure di controllo a distanza, permettendo alla polizia di riprendere con le telecamere gli automobilisti e notificando direttamente le multe a casa dei trasgressori, come già avviene, ad esempio, per l’eccesso di velocità registrato dagli autovelox.

 

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Marco Martinoia
Avvocato del Foro di Padova. Con la rubrica "Semplicemente Diritto" su Facebook, Youtube, Spotify e iTunes cerco di presentare in modo semplice le questioni giuridiche di tutti i giorni. Da febbraio 2019, ho iniziato a collaborare con Estensione sempre con l'obiettivo di informare al meglio i giovani del territorio!
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