Appalti, hacker e nuove alleanze: il gennaio sampietrino

In un mese può accadere di tutto: dall'assegnazione del centro comunale alla violazione dell'account del sindaco, sino al ricompattamento della destra. L'editoriale di Andrea Riccio

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Scusate il ritardo. Non è solo un film di Massimo Troisi, bensì una vera e propria richiesta che faccio nei confronti dei lettori. Avrete notato che la produzione in queste settimane è parecchio rallentata. Gli impegni universitari gravano quasi come ghigliottina sulla testa, e necessariamente qualcosa deve passare in secondo piano. Dispiace per tutti: dai lettori che mi fermano per strada e si complimentano, mettendomi anche in una leggera situazione di imbarazzo, agli altri lettori che invece colgono l’occasione per insultare e minacciare (passando per altri canali, spesso notificandomi cose attraverso i parenti): grazie anche a voi, siete la dimostrazione che ciò che scrivo è veritiero.

In queste settimane sono successe diverse cose. Andiamo con ordine.
L’assegnazione del centro comunale all’Auser non può passare inosservata. Il conflitto di interessi del consigliere Nardo è evidente, nonostante la sua (scontata) smentita durante la conferenza stampa. Nardo ha partecipato attivamente alla costituzione del nuovo circolo sampietrino quando ancora non era consigliere comunale, coinvolgendo, almeno nella fase embrionale del progetto, anche l’associazione Ikaro, di cui ero presidente. Di fatto è lui che gestirà il centro, benché affermi: «Il mio impegno sarà in qualità di volontario». Il vero problema è che non c’erano alternative, perché nessun’altra associazione ha partecipato al bando di gara.

È seguita poi la polemica tra Baraldo e le opposizioni. Una polemica assurda. Ivano è stato attaccato poiché riceve via mail comunicati stampa, tra l’altro pubblicati sul sito del Comune e quindi già accessibili a tutti. Come se questo dimostrasse che fosse pagato da qualcuno per scrivere ciò che scrive. Avviso ai naviganti: chiunque può richiedere di ricevere via mail i comunicati stampa. Il discorso si è poi complicato con la violazione dell’account istituzionale del sindaco. Qualche figuro su Facebook ha dapprima scritto: «Ma se ti bucano l’account di posta personale devi andare a fare tutto ‘sto casotto? […] smettila di navigare su YouPorn», salvo correggere il tiro qualche giorno più tardi: «L’account istituzionale del sindaco forse è stato hackerato. Un fatto grave, questo, e lo dico seriamente».

Il problema è ben diverso da quanto si è in realtà discusso sui social network. La violazione è l’ultimo di una serie di eventi, che parte dalla fuga di notizie dagli uffici comunali, passa per il sabotaggio natalizio all’accensione dell’albero, e arriva in questi termini. Evidentemente c’è qualche dipendente comunale che punta a far cadere l’amministrazione. Non va dimenticato che i dipendenti sono gli stessi dell’epoca claudiana. Probabilmente qualcuno di loro ha nostalgia dei tempi in cui i dissidenti venivano confinati in biblioteca e chiamati «conigli», come qualcuno di loro affermerà dinnanzi ai magistrati.

Siamo arrivati a fine mese e i lavori al sottopasso della stazione ancora non si sono visti. Furono annunciati la prima volta un anno fa. Ribaditi a dicembre e fu data conferma sarebbero iniziati a gennaio. Ancora non sono cominciati. Nel frattempo qualche giorno fa è nata la nuova polemica, stavolta riguardante i disabili, che non possono usufruire del passaggio sotterraneo della stazione. Un problema annoso, che però viene scoperto solo ora. Complimenti per il tempismo. Sulla questione è intervenuta Ilaria Vegro. La consigliera del gruppo misto, con un triplo carpiato, è passata dal gruppo Boschieri, al gruppo misto, alle cene con l’Amministrazione, e ora torna critica: «Gli scivoli e i tapis roulant erano nel nostro progetto in campagna elettorale», scrive. Poi, forse in preda ad una “supercazzola”, pochi minuti dopo afferma: «Hai visto la pendenza della scala di accesso? Impossibile uno scivolo». Dichiarando in pratica l’irrealizzabilità del progetto che aveva portato in campagna elettorale. Un genio.

La notizia del giorno però farà contenti gli amanti delle ammucchiate politiche: la destra sampietrina ha finalmente deciso, con due anni di ritardo, di tornare insieme. Lo avessero fatto in occasione delle elezioni, oggi sarebbero al governo. Ma all’epoca erano tempi diversi: il ricordo delle indagini su Luca Claudio, ora in carcere, erano ancora vividi negli occhi dei cittadini; occorreva fingersi tutti contro. Oggi invece Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Grande Veneto, Forza Nuova e claudiani condividono tutti insieme appassionatamente lo stesso tetto. Buffo pensare che una delle critiche che hanno posto in questi mesi all’amministrazione fosse la loro eterogeneità. Ora hanno fatto esattamente la stessa cosa.

Sì, perché deve esserci necessariamente affinità fra chi, come Thomas Bacchin (candidato con Boschieri alle ultime elezioni) e Daniele Roncolato (leader di Fratelli d’Italia) un anno e mezzo fa davano delle «scimmie comuniste» ai candidati e ai sostenitori della lista Nuova Montegrotto (video), e quei claudiani che durante il confronto elettorale all’Alexander diedero delle «troie» alle donne candidate in altre liste. Deve esserci per forza comunanza fra loro e Forza Nuova, i cui esponenti sampietrini e aponensi qualche giorno fa aggredirono verbalmente su Instagram una ragazza di Battaglia Terme scrivendo: «Compagna, compagna, sei tutta bagnata perché di fronte a te hai un gran camerata». Ed è difficile dimenticarsi di Marco Destro, uno degli esponenti di “Abano dice No”, quando scrive: «Onorato quando mi chiamano fascista».

Chissà se i continui flirt social fra i fascistissimi delle Terme e gli esponenti di Impegno per Montegrotto si tradurranno in qualche alleanza politica. Almeno sulla carta, dubito che ciò possa accadere. Ma se questa è la destra che abbiamo a Montegrotto e che si appresta a far cadere l’Amministrazione, c’è da riflettere sul livello culturale del paese. Che è molto basso. A partire dall’assessore alla Cultura.

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