#Un Secondo Per Me: intervista a Gigi Cotichella e Andrea Piccirillo

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cotichella

(Fonte: Facebook)

La mattina successiva allo spettacolo #Un secondo per me ho avuto l’occasione di porre un paio di domande ai due autori. Qui di seguito l’intervista a Gigi Cotichella, l’educanimatore più famoso d’Italia. Subito dopo invece quella ad Andrea Piccirillo, il cantautore che ha curato le canzoni dello spettacolo.

Per chi fosse interessato ad ulteriori informazioni sullo spettacolo o ad acquistare il materiale relativo (CD, libri…) è possibile farlo contattando il seguente indirizzo mail:  [email protected] 

Chi è Gigi Cotichella?

Gigi Cotichella fa un sacco di cose. Sono presidente di una cooperativa che si chiama Anima Giovane, che contiene tutti i progetti di quello che faccio, e che fa a sua volta tanti lavori, sia in campo artistico che in campo educativo. Sono  direttore dell’area Educare della casa editrice Elledici, sempre sotto l’etichetta Anima Giovane. Faccio tante cose perché, occupandomi di educazione e creatività, spazio dal lavoro sugli spettacoli teatrali a quello delle formazioni per mondi educativi, chi lavora a vario livello: genitori, insegnanti, animatori…

Da dove nasce l’idea dello spettacolo, l’esigenza di raccontare il Vangelo?

Innanzitutto non mi vergogno di dire che son credente, e che come formazione sono teologo. Però nelle produzioni precedenti ho sempre preferito lavorare su temi più universali, nel senso di condivisibili da tutti, ad esempio come viviamo il tempo, cos’è un sogno… , temi dove chi voleva vedeva ovviamente anche un’antropologia di una certa idea, però in generale più generici.

È stato un insieme di concause, da una parte molte formazioni nel mondo cattolico mi han portato sempre più a lavorare sul modo in cui affrontiamo, viviamo, comunichiamo il Vangelo. Per dirla citando Jovanotti, il Vangelo è una forza tremenda, ma viene presentato sempre da cani… male, ecco. Il discorso allora è: si può ridire il Vangelo oggi?

Questo progetto è nato da una provocazione durante un incontro di catechisti, è rimasto chiuso in un cassetto e non riuscivo a trovare una chiave, fino a quando Andrea, che fa con me lo spettacolo, mi ha portato delle canzoni. Ascoltarle è stato come quando trovare la soluzione a un puzzle, con tutti i pezzi che si incastrano, e l’idea pian piano è diventata poi lo spettacolo. Cioè prendere delle parole chiave, dei temi forti per me, da ogni Vangelo, percorrerli tutti e quattro, ripresentandoli in maniera tale che possano essere appetibili anche per chi non crede. E c’è gente che non crede che viene a vedere lo spettacolo. Di solito apprezzano, perché è quantomeno un nuovo modo di vedere la cosa. Credo che questo sia dovuto in parte anche al fatto che nello spettacolo non si ha paura di dire che spesso siamo stati per primi noi cristiani a fare in modo che questo Vangelo fosse un po’ bistrattato. Proviamo quindi a vedere se è un qualcosa di bello. Poi ognuno sceglie… alla fine lo spettacolo dice quello: ognuno sceglie, ma partiamo da una cosa bella.

Il tuo rapporto con la Chiesa? Perché di solito chi tenta di fare qualcosa di “moderno”, spesso arriva a un punto in cui si sente un po’ limitato, un po’ ingabbiato…

A me salva, tendenzialmente, il fatto che il mio non sia un lavoro su commissione, non c’è qualcuno che dall’alto deve dire sì o no. È comunque molto rispettoso, i contenuti sono tutti abbastanza approfonditi. Mi è facile essendo teologo, perché magari un’artista deve documentarsi di più. Non mi sento ingabbiato perché mi identifico, come può essere una relazione qualunque, dove ci sono i punti forti e i punti deboli. I limiti, soprattutto quando sono intelligenti, sono in realtà stimoli alla creatività.

Comunque alcuni ragazzi che sono cresciuti nel vivaio di Anima Giovane, dicono: “io non credo molto, però ho trovato più libertà a lavorare ad esempio con i salesiani che non a mediaset”. Non è la Chiesa soltanto, tutti gli enti hanno un’immagine da coprire: quando faccio ad esempio una cosa con le televisioni, molte cose devono essere tolte, e non tutte perché si sta toccando un dogma, ma anche molto pratiche. Quindi non posso dire che su questo la Chiesa mi abbia tarpato le ali. Non so dirti quanto la Chiesa poi sposerà il progetto, di volta in volta, comunità per comunità viene deciso se prenderlo o no.

Ieri al termine dello spettacolo ci hai dato un foglietto su cui scrivere… Cosa avresti scritto tu sul foglietto?

Io avrei scritto che il Vangelo per me è la cosa che mi da più l’idea di libertà, in assoluto, perché rimane sempre lì…  che alla fine ti chiede da che parte stai. Allora il mio secondo per me ogni giorno è avere un attimo di bellezza, e poi chiedermi da che parte sto.

Link relativi a Gigi Cotichella:   http://www.animagiovane.org/

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(Fonte: animagiovane.org)

Chi è Andrea Piccirillo? E soprattutto cosa fa?

Sono Andrea, classe 1988, vivo a Rivoli (Torino) e sono Laureato al DAMS (Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo) di Torino. Sono appassionato da sempre alla musica e da qualche anno mi dedico a tempo pieno al mondo dello spettacolo in qualità di autore, compositore e cantante. Collaboro artisticamente con Omnibus Italia, struttura italiana specializzata nella produzione di concerti, spettacoli, eventi e raduni di matrice ecclesiale e HOPE, cha da anni lavora e crea una rete internazionale di servizio alla Chiesa nei settori della musica, dello spettacolo, degli eventi e della comunicazione mass-mediale. Grazie a loro ho partecipato a diversi concorsi musicali. Nel 2012 ho vinto il concorso Jovani x Jubilmusic con il mio brano Pane di vita. Nel 2013 il concorso “Talenti di Famiglia” organizzato in occasione dell’ Incontro Mondiale delle Famiglie con Papa Francesco con Ama la vita, nel 2014 il concorso Holymusic di Ascoli Piceno con Nonostante tutto. Insieme Grande Coro Hope ho avuto l’opportunità di cantare in Piazza San Pietro in occasione di alcuni grandi eventi con Papa Francesco (Incontro Mondiale delle Famiglie, l’Incontro Mondiale dei Fidanzati, l’incontro di Papa Francesco con il mondo della Scuola). Oltre alla musica coltivo anche la passione per l’animazione e il mondo della formazione: ha collaborato alla realizzazione di inni e canzoni per diversi Sussidi Estivi Nazionali insieme ad Animagiovane. Da qualche anno, inoltre lavoro presso la RAI di Torino in qualità di animatore dei bambini per il programma di Rai Yoyo “Le Storie di Gipo”. Oggi porto in scena lo spettacolo Un secondo per me, scritto insieme a Gigi Cotichella e regia di Simone Lotrionte. Uno spettacolo che parla di un viaggio alla scoperta di un libro speciale : il Vangelo.

Le canzoni dello spettacolo sono nate appositamente per questa occasione o autonomamente?

E’ andata cosi. Circa un anno fa, faccio ascoltare a Gigi Cotichella un cd con le mie canzoni. Alcune erano già state cantate in pubblico, altre erano ancora dei provini. Nell’ascoltarle Gigi mi confessa di aver avuto un intuizione, un idea che teneva nel cassetto da un po’ di tempo. Creare uno spettacolo che parlasse dell’ incontro con il Vangelo. L’idea era molto forte e così ci siamo messi all’opera, ognuno con le sue idee, e intorno a quelle canzoni è nato il copione di Un secondo per me.

Qual è il tuo rapporto con musica e testo quando scrivi e componi? Quale dei due arriva prima? Consideri uno dei due preponderante o entrambi sullo stesso piano?

Ultimamente scrivo tanto. Riempio fogli, quaderni, block notes con idee, concetti, pensieri e riflessioni che poi con pazienza rimetterò in ordine. Probabilmente molte frasi saranno inserite nelle mie canzoni, non so quando, non so come ma ci entreranno. Di solito, tutto parte da un intuizione o una frase, che poi sviluppo di pari passo con la musica. Ogni parola ha una sua scansione ritmica, una sua melodia interna, la bravura di un cantautore è trovare quella più efficace. Mi rendo conto sempre di più che quando scrivo una canzone sono responsabile nel bene e nel male di quello che ascolterà il pubblico. Per questo motivo, cerco di lavorare ogni giorno per aumentare la qualità delle cose che faccio. Quando scrivo una canzone ho la possibilità di comunicare agli altri un messaggio importante …è bene non perdere questa occasione.

Cosa avresti scritto tu nel foglietto che ci avete consegnato a fine spettacolo?

Probabilmente avrei scritto: “Il vangelo è una continua scoperta!”. E’ un libro che rimane sempre lo stesso, eppure continua a cambiare e a cambiarmi ogni volta che lo incontro. Come dico nell’ ultima canzone dello spettacolo, è un libro che … “riesce a darmi occhi nuovi, mi porta fuori dagli schemi ”, e può farlo con chiunque, basta solo avere voglia di incontrarlo.

Link relativi ad Andrea Piccirillo:

OMNIBUS : http://www.omnibusitalia.it/component/artisti/scheda_artista/andrea-piccirillo.html

HOPE : http://www.hopeonline.it/index.php

ANIMAGIOVANE : http://www.animagiovane.org/spettacoli-e-animazione/i-nostri-artisti

(Ringrazio Luca Andreose per la preziosa collaborazione)

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